Nucleare: anche la Russia vuole entrare nel business dell’uranio, ma Washington pone condizioni

a cura di:

Archiviato in: in
15 Marzo 2006

NEW DELHI: La Russia e’ pronta a vendere combustibile nucleare all’India, per contribuire ai programmi di sviluppo del nucleare pacifico, secondo delle fonti citate ieri dalla stampa indiana, in occasione della visita del premier russo, Mikhail Fradkhov, nei prossimi giorni a New Delhi. L’accordo, che verrà formalizzato nel corso dei colloqui tra Fradkov e il primo ministro indiano Manmohan Singh, prevede la fornitura di 60 tonnellate di carburante destinate al reattore della centrale nucleare di Tarapur, nello stato occidentale di Maharashtra. L’India, che non aderisce al Trattato di non proliferazione nucleare e possiede ordigni atomici, ha di recente concluso un accordo con gli Stati Uniti che deve però essere ancora ratificato dal Congresso americano. Tuttavia, Washington si oppone alla vendita di uranio all’India da parte della Russia, in quanto New Delhi è venuta meno ai suoi obblighi nell’ambito dell’accordo firmato con gli Stati Uniti a marzo, ha riferito ieri un alto responsabile del dipartimento di Stato, che ha voluto mantenere l’anonimato. "Non c’è niente di male nel fornire combustibile nucleare ma l’India deve innanzitutto seguire le misure previste dall’accordo bilaterale affinché il suo programma nucleare sia conforme alle norme del Trattato di non proliferazione", ha sottolineato il responsabile americano. Washington e New Delhi hanno concluso il 2 marzo, all’indomani della visita del presidente americano G.W. Bush in India, un accordo "storico" con cui gli Stati Uniti si impegneranno ad aiutare l’India a sviluppare il suo programma nucleare civile per coprire i suoi enormi bisogni energetici. In cambio, l’India ha accettato di aprire alle ispezioni internazionali dell’AIEA (Agenzia internazionale dell’energia atomica) 14 dei 22 reattori nucleari ad uso civile. Le attività nucleari militari dell’India restano al di fuori dell’accordo. E l’India, che ha effettuato la sua prima prova nel 1974 e che si è dichiarata potenza nucleare nel 1998, non ha mai ratificato il Trattato di non proliferazione. Qualora accettato dal Congresso americano, l’accordo permetterebbe all’India di uscire dal suo isolamento nucleare, in cui si trova da ben 30 anni, e ottenere carburante nucleare e reattori, per scopi civili, dagli Stati Uniti e da altri Paesi detentori della tecnologia nucleare.

Ylenia Rosati