Nucleare: via libera all’accordo uranio tra Australia e Cina

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13 Marzo 2006

SYDNEY: La Cina avrebbe accettato le condizioni imposte dal governo di Canberra per le strette salvaguardie sull’uso di uranio dall’Australia. Secondo fonti governative di Pechino, da parte cinese non vi sono ostacoli alla conclusione di un accordo sulle salvaguardie nucleari con l’Australia, che potrà essere firmato già il mese prossimo durante la visita a Canberra del premier cinese Wen Jiabao.La Cina è firmataria del Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp) e Pechino assicura che l’uranio australiano sarà usato per produrre elettricità, e non per fini militari. Il governo conservatore di John Howard era ansioso di concludere i colloqui sulle salvaguardie, per aprire al più presto lo sbocco sul mercato cinese all’industria dell’uranio. Poche settimane fa il ministro del Tesoro, Peter Costello, aveva parlato di un’ "autostrada dell’energia" dall’Australia alla Cina, affermando che quando i due paesi avranno raggiunto un accordo sulle salvaguardie, l’Australia potrà esportare fino a 10 mila tonnellate l’anno di uranio alla Cina. L’Australia ha le più grandi riserve di uranio al mondo (il 30% di quelle conosciute) ed è seconda solo al Canada a livello di produzione. Ne esporta quasi 12 mila tonnellate l’anno in Usa, Ue, Giappone e Corea del sud. Durante la sua visita in India la scorsa settimana, il premier australiano Howard aveva sostanzialmente respinto la richiesta indiana di acquistare uranio australiano per produrre elettricità, perché New Delhi non ha firmato il Trattato di non proliferazione. Il ministro degli esteri australiano, Alexander Downer, ha confermato oggi che Canberra non cambierà la sua politica, in atto da 30 anni, di bloccare le vendite del minerale ai tre Paesi dotati di armi nucleari che non hanno firmato il trattato Tnp: India, Pakistan e Israele. Entrato in vigore nel 1968, il trattato restringe il possesso di armi nucleari ed è stato firmato da allora da 187 Paesi. Anche la Corea del nord lo aveva ratificato, ma si è ritirata nel 2003, dopo aver dichiarato che già possedeva armi nucleari.

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