Nucleare: Niente e’ perduto, secondo Areva

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16 Marzo 2006

PECHINO: Il gruppo francese nucleare Areva, in lizza per la vendita di 4 centrali nucleari in Cina, non ha ricevuto notifiche che attribuiscano il contratto di 8 miliardi di dollari al suo concorrente, Westinghouse, per cui "niente e’ perduto", ha dichiarato ieri un responsabile del gruppo francese. Il numero uno mondiale dell’industria nucleare, in lizza da un anno e mezzo per la costruzione di 4 reattori nucleari in Cina, starebbe per essere scartato dalla corsa perche’ si rifiuterebbe di vendere ai cinesi la licenza completa che prevede anche il transfert di tecnologia. Lo scrive oggi il quotidiano ‘Les Echos’ che da per favorito Westinghouse, gruppo americano appena ricomprato dal giapponese Toshiba, che sarebbe disposto, contrariamente a Areva, al transfert di tecnologia. Il rivale americano avrebbe accettato di vendere ai suoi clienti i piani del suo nuovo modello di reattore, permettendo cosi’ ai cinesi di fabbricare da soli le future unita’ in cambio di qualche royalties, riferisce il quotidiano. Areva, che ha gia’due clienti per il suo reattore di terza generazione EPR in Finlandia e in Francia, non intende avere domani la Cina come concorrente. Anche perche’, scrive ‘les Echos’, in questo momento Paesi come l’India e il Brasile cominciano a manifestare interesse per l’EPR, il reattore francese di terza generazione. Il transfert di tecnologia non riguarda solo il nucleare. Airbus, infatti, ha venduto 150 A320 a Pechino in cambio della costruzione di una catena di montaggio sul posto. La Francia rischia cosi’ di perdere un nuovo importante contratto in Cina dopo quello dei treni ad alta velocita’ per cui erano in lizza Alstom e Siemens. Pechino ha, infatti, annunciato la scorsa settimana che avrebbe costruito da sola i TAV che collegheranno la capitale con Shanghai.

Ylenia Rosati