Nuova generazione di vescovi cinesi: cresce speranza di riprendere dialoghi col Vaticano

6 Marzo 2006

PECHINO: Zhan Silu – uno dei nuovi vescovi cinesi nominati dal Papa — è ottimista circa la possibilità della futura ripresa dei rapporti diplomatici tra Pechino e il Vaticano. Il vescovo Zhan, che è anche un membro dell’Assemblea Nazionale Popolare, ha sottolineato che è desiderio di tutti i cattolici della Cina continentale di vedere le due parti riconciliate. Lo scorso mese la Santa Sede ha nominato il vescovo Joseph Zen Ze-kiun Cardinale, attualmente a capo della diocesi di Hong Kong. Secondo gli esperti, si sarebbe trattato di un "gesto di amicizia" da parte di Papa Benedetto nei confronti del popolo cinese, sebbene la maggior parte di coloro che a Hong Kong sono a favore della posizione di Pechino vedano nel Cardinale Zen solo una "fonte di problemi". Il vescovo Zhan, originario della provincia meridionale del Fujian, ha ricordato che finora i rapporti tra i cattolici della Cina continentale e il Vaticano avvengono solo attraverso canali indiretti. Zhan, secondo osservatori stranieri, rappresenterebbe la "nuova generazione" di leader della Chiesa cattolica della Cina continentale. Infatti, la Chiesa cattolica in Cina avrebbe incontrato non pochi problemi a causa dell’età avanzata della maggior parte dei suoi rappresentanti. Il Governo cinese ha interrotto i suoi rapporti col Vaticano nel 1951, subito dopo la presa del potere del Partito Comunista. Pechino insiste che il Vaticano deve rinunciare alle sue relazioni diplomatiche con Taiwan, prima che le due parti possano riprendere veramente i dialoghi. Nella Cina continentale il culto è permesso solo nelle chiese patriottiche, controllate dal governo, le quali riconoscono il Papa come leader spirituale ma nominano da sole i loro vescovi e preti. Nonostante ciò, sono milioni i cinesi del continente che appartengono a "chiese sotterranee" fedeli a Roma.

Ylenia Rosati

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