Nuove regole per le SEZ indiane

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12 Aprile 2007

NEW DELHI: In seguito alle crescenti rimostranze della società civile indiana (peraltro guidata e in certi casi sospinta da alcuni oppositori politici), il governo ha deciso di ridurre l’utilizzo e l’ampiezza delle c.d. "zone economiche speciali" (o SEZ, acronimo di "special economic zones") mettendo mano alle regole che disciplinano la nascita e la gestione di quelle particolari aree della nazione create principalmente allo scopo di attrarre maggiori investimenti stranieri grazie a esclusive agevolazioni, specialmente di natura fiscale.

La proliferazione delle zone economiche speciali, secondo gli antagonisti delle leggi vigenti in materia, ha avuto delle conseguenze negative su alcuni settori dell’economia indiana, colpendo in particolar modo quegli agricoltori che hanno visto il proprio terreno inglobato all’interno dei confini delle SEZ. La scorsa settimana il governo ha perciò messo in atto una serie di provvedimenti atti a tutelare le famiglie coinvolte nei progetti di rivalutazione di alcune aree, sperando in tal maniera di placare le proteste che hanno avuto luogo nelle ultime settimane. Proteste che in certe situazioni hanno avuto una manifestazione piuttosto violenta, culminata con scontri molto duri con le forze dell’ordine locali: a Nandigram (nel Bengala occidentale), i cortei di protesta hanno provocato 15 morti tra i contadini che volevano difendere i propri terreni dall’attribuzione degli stessi territori a un complesso chimico.

La maggiore tutela degli agricoltori non pare tuttavia essere l’unico correttivo proposto dal governo: le autorità nazionali avevano infatti deciso di stabilire nel Paese oltre 300 zone economiche speciali, numero che potrebbe essere ridotto proprio in seguito all’accrescersi delle proteste.

Inoltre pare ormai certo che verranno presi provvedimenti per limitare quantitativamente l’estensione delle SEZ già costituite, che non potranno eccedere i 5.000 ettari. Quest’ultima scelta lascia però molti interrogativi: ampliando il provvedimento alle zone economiche speciali già in essere, l’accorgimento avrebbe una chiara natura retroattiva, coinvolgendo alcune zone di recente riqualificazione, compresa un’ampia area all’interno della quale una delle aziende private principali dell’India, la Reliance Industries, ha già programmato nuovi progetti di sviluppo.

Le decisioni non sarebbero inoltre finite qui: il governo potrebbe infatti imporre un limite secondo cui una parte dell’area delle zone economiche speciali potrebbe essere impiegata per attività non commerciali. Infine, verrà probabilmente proposto che i promotori delle zone economiche speciali acquistino la terra direttamente dagli agricoltori, senza utilizzare le autorità locali come intermediari, abolendo quindi una disposizione legale che esiste dal periodo coloniale britannico. Le novità potrebbero inoltre comprendere l’implementazione di nuove figure contrattuali, come l’inserimento professionale di almeno un membro di ogni famiglia che cede il proprio terreno all’interno dei progetti che nasceranno nelle SEZ.

Nonostante queste proposte la tensione nel mondo agricolo non sembra placarsi, e nuove giornate di dispute e contese paiono prefigurarsi all’orizzonte.

Roberto Rais