Oggi nella sale il nuovo film vincitore del Leone d’Oro all’ultimo festival di Venezia: Lussuria, il melodramma erotico di Ang Lee

a cura di:

Archiviato in: in
Oggi nella sale il nuovo film vincitore del Leone d’Oro all’ultimo festival di Venezia: Lussuria, il melodramma erotico di Ang Lee

4 Gennaio 2008

LUSSURIA, SEDUZIONE E TRADIMENTO (Se, Jie)

Regia: Ang Lee

Interpreti: Tony Leung, Tang Wei, Joan Chen, Wang Leeohon

Produzione: USA, Cina, Taiwan, Hong Kong, 2007

Durata: 156 minuti

Uscita italiana: 4 gennaio

Tra noir e melodramma, il film con cui Ang Lee si è aggiudicato a Venezia il Leone d’Oro 2007 è un’appassionante storia di seduzione e spionaggio, tesa sul filo dell’inganno che ha il suo culmine nel violento erotismo delle scene centrali in cui da cacciatrice la femme fatale della situazione diviene preda, cadendo vittima dei suoi stessi sentimenti. Lo urla addirittura in una scena, implorando i suoi capi di accelerare i tempi e concludere presto il gioco pericoloso che l’ha portata a sedurre un collaborazionista dei giapponesi, che ha in sé la sadica ferocia dell’assassino, per portarlo allo scoperto e farlo uccidere. Li supplica perché ha capito che lentamente l’uomo si sta insinuando nel suo cuore. Una scena forse un po’ troppo retorica, che stride con la misura dei gesti e dei sentimenti sotto cui brucia la passione, ma che è tuttavia perdonabile se si pensa che la protagonista, giovane attrice tramutatasi in spia per il suo talento nel fingere, vive nel melodramma così come si commuove in palcoscenico.

Tutto inizia nella Hong Kong del 1938, luogo di libero pensiero tra le tensioni che lo circondano, dove un gruppo di studenti attori, trascinati dall’entusiasmo della giovinezza che porta a credere di poter cambiare il mondo, decidono di gettarsi nell’impresa di catturare un pericoloso collaborazionista dei giapponesi, il signor Yee. Viene scelta la seducente Wong Chia Chi, ma Yee parte per Shangai prima ancora che lei possa dare inizio al suo piano. Lo ritrova anni dopo ed ora l’incarico è ufficiale da parte della Resistenza, Wong Chia Chi ha documenti falsi e una precisa missione da compiere, e Yee è irresistibilmente attratto da lei. Siamo nella Shangai del 1942, una città decadente, sull’orlo del baratro, che soffre per la dura occupazione giapponese ma che ancora conserva una triste, sofisticata eleganza. Tra Yee e Wong Chia Chi scoppia una passione bruciante. Lui è un uomo impenetrabile e violento, dietro il suo aspetto formale e impeccabile si nasconde un assassino brutale, ma è anche terribilmente solo, isolato dal suo continuo sospetto, che si fida solo della donna che lo sta ingannando. Il bellissimo, sommesso finale chiude con soffusa tristezza quella che è diventata una dolente storia d’amore impossibile. Perché il filo comune che lega tra sé le diverse storie di Ang Lee, regista tanto vario nei generi che affronta e nello stile del racconto quanto coerente nel percorrere la via del sentimento, è proprio questo accorato narrare di amori impossibili, sulle corde vibranti del melodramma e della passione.

Tratto dal romanzo di Eileen Chang "Se, Jei", il film di Ang Lee "Lust, Caution", che esce in Italia con il titolo "Lussuria, seduzione e tradimento", è stato erroneamente pubblicizzato per l’erotismo estremo delle scene, quasi fosse una storia di sesso e violenza. In realtà la storia è cadenzata su ritmi lenti dal largo respiro e si sviluppa con andamento tradizionale, addentrandosi gradualmente nella profondità dei sentimenti. Gli amplessi tra i due amanti, filmati con raffinato erotismo, ne sono il punto focale e giungono dopo una lunga attesa, come se in quell’intreccio di corpi si insinuasse la disperazione del tradimento, come se violenza e amore si intrecciassero anche nell’animo di una donna sempre più confusa.

Splendida la fotografia di Rodrigo Prieto, premiato con l’ Osella d’Oro, che, con inquadrature che rimandano al Cinema di Wong Kar Wai, incornicia una suggestiva Shangai, indugia su corpi e volti, chiude il protagonista nella sua finale solitudine, facendo scoccare una scintilla di pietà. E se anche a noi accade alla fine, come alla protagonista, di amarlo dopo aver provato repulsione e disprezzo è merito di Tony Leung che offre un’interpretazione superlativa (e ancora una volta siamo vicini al Cinema di Wong Kar Wai, essendo Tony Leung il più emblematico dei suoi attori). Il complesso ruolo di Wong Chia Chi è affidato invece alla splendida Tang Wei, scrittrice e modella esordiente sul grande schermo.

Nella trama spionistica il film ammicca ad Alfred Hitchcock, con rimandi a "Notorius" e un manifesto cinematografico che cita "Il Sospetto".

Gabriella Aguzzi