Olimpiadi di Pechino: l’italiana Technogym prepara gli atleti

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6 Giugno 2007

PECHINO: Dopo Sydney 2000, Atene 2004, Torino 2006 è il turno di Pechino 2008. L’italiana Technogym si riconferma, per la quarta olimpiade consecutiva, l’azienda di riferimento per la preparazione atletica e riabilitazione dei 15mila atletici olimpici per le 28 discipline provenienti da oltre 200 paesi, la crema dello sport nel mondo.

In un’intervista a Corriere Asia Marco Treggiari, Managing Director della filiale cinese di base in Shanghai, spiega le strategie e le aspettative legate al 2008.

Olek Borelli: In relazione al vostro appalto vinto per le Olimpiadi, che tipologia di investimento avete dovuto affrontare, sia dal punto di vista economico che organizzativo/strutturale?

Marco Treggiari: Come Official Exclusive Supplier dei giochi l’azienda ha chiaramente fatto un investimento economico per lo sfruttamento successivo dei diritti di marketing, ma fondamentalmente la scelta è caduta su Technogym per una questione di qualità, esperienza e tecnologia che l’azienda può garantire e che il BOCOG (Beijing Organizing Committee for the Games of the XXIX Olympiad) ha riconosciuto in fase decisionale.

Dal punto di vista strutturale è in programma l’allestimento di una quindicina di palestre: alcune legate alle diverse discipline sportive per allenamenti di Badmington, Judo, Tennis, Atletica e Nuoto, due all’interno del Villaggio Olimpico, di cui una destinata al cardio e l’altra alla forza e infine quattro palestre per i media che saranno presenti durante l’evento.

Olek Borelli: Che ne sarà di queste strutture a conclusione dei giochi? Rimarranno poi fisse sul territorio cinese per un sviluppo futuro del vostro business in Cina?

Marco Treggiari Non abbiamo ancora dati confermati a riguardo, ma è presumibile che la maggior parte delle palestre diventino strutture fisse. Ad esempio quelle dell’Olympic Village, che diventerà zona residenziale, saranno poi gestite da operatori. Mentre le palestre ad uso specifico verranno utilizzate dalle Confederazioni Sportive che ne decideranno le sorti.

Olek Borelli: Che tipo di ritorno vi aspettate dalla pubblicità che avrete durante le Olimpiadi?

Marco Treggiari Di due tipi: il primo l’abbiamo già, ed è la possibilità di utilizzo del marchio Technogym in tutto il paese, il secondo è di natura più scientifica legato ai feedback che avremo dagli oltre 15000 atleti e rispettivi trainer sulla medicina, la bio-meccanica e l’ergonomia delle nostre macchine che rappresenta per noi un patrimonio scientifico inestimabile.

Olek Borelli Avete già pensato ad un piano di sviluppo da implementare dopo le Olimpiadi per solidificare quando impiantato durante i giochi e far sfruttare tutti gli spin-off che inevitabilmente ne scaturiranno?

Marco Treggiari Il piano di sviluppo in questo momento è di natura prettamente comunicativa. Da un lato la promozione del wellness come stile di vita per il conseguimento di uno stato di benessere fisico e mentale. A questo proposito lo sport, in Cina in particolare, è un trend setter fenomenale e le Olimpiadi saranno funzionali per il raggiungimento delle masse e rappresenteranno un vero e proprio shock che farà capire ai cinesi l’effettiva necessità di andare in palestra per aver successo nelle sfide quotidiane delle vita e del mondo lavorativo di oggi, dove ormai la gente passa più ore davanti al computer che non a prendersi cura di se stessi. Al momento solo lo 0.6% della popolazione acquista un abbonamento in palestra contro il 10% dell’Italia o il 3% di Hong Kong per rimanere nella stessa area geografica e culturale.

Olek Borelli Quindi come vedete lo sviluppo del vostro settore in Cina dopo quest’esperienza?

Marco Treggiari E’ un tipo di sviluppo che vediamo in maniera indiretta, perchè adesso ci sono più imprenditori che iniziano ad aprire palestre più che i tradizionali Karaoke o condomini. In più, il nostro interesse è di natura più variegata, in quanto gli investitori si rivolgono a noi anche in qualità di tutor per l’education, la comunicazione, il design e via discorrendo. E il fatto di essere legati alle Olimpiadi ci rende indubbiamente più attraenti sul mercato.

Olek Borelli: Quali sono i vostri maggiori concorrenti?

Marco Treggiari Ne abbiamo di due tipi: uno reale e concreto rappresentato dalle aziende americane del settore. La Technogym è la numero due al mondo, mentre la prima e le altre otto sono tutte americane e questa è una concorrenza con cui dobbiamo fare i conti in tutto il mondo, non solo qua. Dall’altra ci sono i segnali deboli delle aziende locali che tentano di copiare il prodotto ma che, per quando debbano comunque essere tenuti sotto controllo, riconoscono comunque la supremazia tecnologica della Technogym.

Olek Borelli: Come vi collocate quindi sul mercato nei confronti dei vostri key competitor stranieri e delle aziende locali?

Marco Treggiari In una posizione di assoluto rispetto e stima, perché senza competizione non c’è divertimento, no? E’ la concorrenza che ti stimola ad andare avanti. A questo proposito mi piace sempre citare il nostro presidente Nerio Alessandri, che dice sempre che per noi quando una macchina ha successo è già obsoleta, e tempo di andare avanti..

Olek Borelli: come si trova a lavorare in Cina?

Marco Treggiari Guardi, credo di essere uno dei pochi che effettivamente adori lavorare con un team cinese. Sono l’unico italiano qui a Shanghai, con 30 collaboratori e l’85% dei clienti cinesi e considero la mia esperienza un privilegio. Bisogna avere il coraggio di proporsi e di osare. A costo di essere considerato come uno sprovveduto o un ingenuo, credo che se noi non affrontiamo questa sfida con la Cina con ottimismo e passione, siamo destinati solo a grandi mazzate sui denti (ride!).

Olek Borelli