Olio in Cina per passione

4 Dicembre 2006

SHANGHAI: Non è stato facile tradurre in cinese l’espressione "Olivicoltori per storia e per passione", slogan dell’azienda Cazzetta, produttrice di olio extravergine di oliva, presentato per la prima volta in Cina alla fiera FHC, allestita a Shanghai la scorsa settimana.

I cinesi conoscono l’olio extravergine? Dagli espositori si apprende che "la provincia meridionale Guangdong è ricca di ulivi, ma in Cina non esiste una cultura dell’olio": per la stragrande maggioranza dei cinesi, l’olio extravergine è solo un alimento di cui si è sentito parlare. Addirittura molti non hanno mai visto un’oliva.

A illustrare ai cinesi le caratteristiche di questa "novità" sono i fratelli Raffaele e Roberto Cazzetta, proprietari di un’azienda familiare di lunga tradizione.

Corriere Asia: Siete soddisfatti del debutto sul mercato?

Raffaele Cazzetta: Siamo andati ben oltre le aspettative. Non immaginavo che tante persone potessero fin da subito interessarsi al nostro olio, oltretutto non a parole ma con contratto e penna alla mano.

Corriere Asia: Qual è la vostra strategia in Cina?

Raffaele Cazzetta: Nessun compromesso sulla qualità. Il nostro olio è frutto del lavoro accurato di cinque generazioni ed è per noi fondamentale educare fin da subito i consumatori cinesi al buon gusto.

Corriere Asia: Ma i cinesi sono in grado di riconoscere la qualità?

Raffaele Cazzetta: I nostri interlocutori sì. Muovendo i primi passi in Cina, mi sono reso conto che esiste una fascia di mercato molto interessata alla qualità: sta già maturando la cultura del buon gusto dell’olio extravergine, non solo per il valore gastronomico ma anche e soprattutto per le proprietà benefiche.

Corriere Asia: Se ne parla molto in Cina?

Raffaele Cazzetta: Il popolo cinese crede da sempre in una corretta alimentazione per la tutela della salute. Un’altra esigenza oggi molto avvertita, a causa del crescente inquinamento e dei ritmi frenetici di vita, è la cura della pelle; per questo la nostra linea cosmetica che sfrutta le proprietà benefiche dell’olio ha avuto subito successo. Quando il gusto dei consumatori non è ancora affinato, è la fiducia nelle note proprietà curative dell’olio a catturarne la simpatia.

Corriere Asia: Quando ha pensato per la prima volta di aprire il mercato in Cina?

Raffaele Cazzetta: Ho deciso di esportare il nostro marchio in Cina dopo la missione di Romano Prodi, lo scorso settembre. Sono partito con entusiasmo, ho già attivato una cinquantina di contatti e nel corso della fiera FHC ho concluso parecchi contratti, un successo davvero improvviso e inaspettato.

Corriere Asia: Un’azienda familiare non teme l’immenso mercato cinese?

Raffaele Cazzetta: No, affatto. Proprio perché siamo un’azienda familiare, possediamo caratteristiche vincenti nel mercato cinese, cioè l’entusiasmo e la dedizione al lavoro. Questi valori mi sono stati trasmessi da nonno Feliciano, che ha fatto nascere in me, fin da bambino, un’autentica passione. Ricordo che mi veniva a prendere con il suo birroccio trainato da un cavallo bianco, e mi mostrava i campi immensi di ulivi: un panorama dal fascino indescrivibile, di cui vorrei si innamorassero tutti i miei clienti.

Corriere Asia: Come fa un cinese che non conosce l’ulivo ad immaginare tanta bellezza?

Raffaele Cazzetta: Semplice, lo inviterò in Puglia a visitare di persona l’azienda, per capire cosa vuol dire qualità, toccare con mano gli ulivi e assistere all’intero processo di produzione dell’olio. Tutti si innamorano delle nostre piante secolari. Già da anni ospitiamo i migliori clienti stranieri, per fare assaporare loro un po’ di vita sana. Questa genuinità ci distingue dai grandi marchi industriali.

Corriere Asia: Qual è il vostro target?

Raffaele Cazzetta: In Cina ci rivolgeremo soprattutto agli hotel e ai ristoranti di lusso. Non ci interessa entrare nei supermercati, dove la qualità passa spesso in secondo piano.

Corriere Asia: Quali canali pubblicitari utilizzate?

Raffaele Cazzetta: Ci affidiamo a esperti cinesi che conoscono le regole del mercato locale. Mettiamo in rilievo soprattutto gli aspetti salutari dei nostri prodotti, abbiamo già iniziato, per esempio, a promuovere una linea biologica, settore ancora poco esplorato ma che, con l’alzarsi del livello di vita, vedrà un rapido sviluppo.

Corriere Asia: L’olio d’oliva si sposa con la cucina cinese?

Raffaele Cazzetta: Da perfetto cultore della tradizione gastronomica cinese, posso affermare con profonda convinzione che l’olio extravergine si combina perfettamente con i piatti cinesi. In particolare, le tante verdure che accompagnano le migliori specialità acquisterebbero ancora più gusto condite con olio d’oliva. Naturalmente è necessario che i cinesi imparino a combinare l’olio con la loro gastronomia, evitando di fare l’errore di adattare la loro cucina all’olio.

Corriere Asia: Quali sono i vostri prossimi obiettivi?

Raffaele Cazzetta: Interagiremo con i nostri distributori per riflettere insieme sulle strategie di inserimento mirate a stabilire partnership fruttuose. Stiamo pensando, in prospettiva, di aprire anche un ufficio, dopo un’attenta valutazione delle diverse possibilità.

Corriere Asia: Temete la competizione?

Raffaele Cazzetta: Il mercato cinese offre già altre valide proposte italiane, e so anche che gli stessi cinesi stanno cominciando a produrre olio d’oliva. Anche se occorreranno decine e decine di anni perché acquisiscano il know how che gli olivicoltori italiani hanno conquistato attraverso un’esperienza e una tradizione millenarie, sono contento che abbiano intrapreso questa nuova esperienza e faccio loro il mio "in bocca al lupo".

Corriere Asia: Non temete l’invasione sul mercato dei prodotti cinesi?

Raffaele Cazzetta: Al contrario, l’olio cinese sarà il benvenuto: gli esperti hanno calcolato che l’attuale fabbisogno mondiale di due milioni e cinquecento tonnellate d’olio l’anno incrementerà di un milione di tonnellate nei prossimi dieci anni. Poiché il consumo d’olio sta crescendo a ritmi esponenziali, ci sarà grande bisogno del contributo della Cina.

Marzia De Giuli