Osaka 2007: l’azzurro Howe si prepara al grande salto

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27 Agosto 2007

OSAKA: Nato a Los Angeles nell’85, cresciuto praticamente nel Campo scuola di Rieti dopo il matrimonio italiano della madre americana, tifoso laziale, Andrew Howe rappresenta una speranza dell’atletica leggera italiana a questi campionati del mondo. Cresce dunque l’aspettativa per la gara di dopodomani, che lo vedrà competere nella sua specialità. "Penso di stare bene e di aver completamente smaltito il fuso orario, visto che sono qui dal 12. Tutto procede per il meglio, stiamo completando il ciclo di lavoro che avevamo previsto e ormai il caldo riesco a sopportarlo abbastanza bene: mi sono allenato nelle condizioni peggiori, come alle 10 o alle 11 del mattino. La qualificazione sarà la cosa più difficile".

Spera di non deludere, dunque, anche se sa perfettamente che ai mondiali tutto può accadere e non si può fare una previsione sulle misure per andare sul podio. "Non si sa mai quello che può succedere in una finale: il caldo, l’umidità. Magari si vince con poco come si è vinto a Parigi con 8 e 32, magari il contrario. Tutto sta a gestire bene la gara. Secondo me la qualificazione dirà grosso modo quello che succederà nella finale: chi ha fatto tante gare quest’anno non penso che arriverà molto fresco".

Per questo motivo la preparazione, rispetto all’anno scorso, è stata diversa – "Quest’anno ho preferito saltare poco per arrivare al massimo ai campionati del mondo. Le condizioni vere si vedranno quando comincerò a saltare, ma penso di stare bene. È tutto l’anno che preparo questa gara. Adesso sto lavorando soprattutto sul piano tecnico, e credo di essere arrivato al massimo della forma".

Nono nella classifica mondiale di salto in lungo, Howe paragona questo tipo di gara a una guerra – "Chi vince vince.

So che i miei avversari mi temono come io temo loro, e per questo sarà una gara con il punto interrogativo. Comunque sono come il serpente che sta sotto l’acqua, pronto a venir fuori da un momento all’altro".

A soli 22 anni Howe sa che la strada da fare è ancora lunga, ma si dice onorato che qualcuno lo abbia paragonato alla May. "Spero di rifare le sue gesta anche se non sarà così facile".

Appuntamento fondamentale per gli atleti di tutto il mondo, i mondiali di atletica sono seguiti con interesse da migliaia di persone di ogni paese, e rappresentano per Osaka una vetrina importante. In Italia, però, complice la ripresa del campionato di calcio, il fatto che nessuna medaglia sia stata ancora vinta, e, in generale, lo scarso interesse per discipline di questo genere, l’atletica non è particolarmente seguita. Come tutti gli atleti qui, anche Howe è ne è consapevole. "L’invito è quello di darci una mano, di tifare. È troppo facile tifare qualcuno che è primo. È adesso che sentiamo il bisogno di vedere che c’è qualcuno che ci supporta. Lo so che non è facile, ma basta vedere i giapponesi: dopo le sconfitte le loro tifoserie non se ne vanno e non criticano".

Paolo Soldano