A Pechino prima delegazione italiana nel settore funerario

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22 Novembre 2006

PECHINO: Programma della giornata: tour dei cimiteri di Pechino e visita alla Fiera delle Onoranze Funebri.

L’insolito itinerario pechinese non è stato tracciato da un tour operator, ma dalla agenzia di servizi Promoest, ad hoc per la missione in questione: la scorsa settimana è infatti giunta in Cina la prima delegazione italiana di aziende del settore funerario.

"Quando mi è stato chiesto di disegnare un itinerario fra tombe e cimiteri, mi è sembrato un po’ insolito – racconta Daniele Solari, di Promoest – e perfino i cinesi ai quali mi sono rivolto per avere informazioni mi guardavano sconcertati".

Il capo della delegazione, Nino Leanza, è un vero esperto del settore. Basti pensare che la fiera TanExpo, di cui è presidente e fondatore, concentra con cadenza biennale il 98% del mercato italiano. Nata nel 1998, è ben nota a livello internazionale e mira a consolidare la propria leadership in Europa. Dalla sesta edizione del 2008 si terrà a Bologna, perché i 23.000 metri quadrati di spazio espositivo (10.000 netti) che l’hanno ospitata fino a oggi a Modena non sono più sufficienti.

Nino Leanza ha anche promosso la creazione di un consorzio, TanExport, che conterà alla fine di quest’anno poco meno di venti aziende iscritte, attive in altrettanti settori. Ma il fatturato complessivo nazionale non arriva a 750 milioni di euro, e solo l’8% dei prodotti viene venduto all’estero. Perché? "Abbiamo la qualità ma dobbiamo ancora sviluppare al meglio i canali", spiega Leanza. Per questo settore destinato a non morire mai, la Cina potrebbe essere dunque un mercato vincente.

Corriere Asia: Quando Le è venuta l’idea di venire in Cina?

Nino Leanza: Una missione in Cina non era nei miei programmi. L’idea è nata solo qualche mese fa unendo l’opportunità di visitare la fiera funeraria di Pechino alla crescente necessità di verificare se ci sono e quali sono i pericoli del mercato cinese, e per varare eventuali opportunità di business.

Corriere Asia: Nessuno ci ha mai pensato?

Nino Leanza: Probabilmente in un lontano passato nessuno immaginava che alla Cina potesse interessare questo settore. Poiché nel paese vige l’obbligo di cremazione, si tende a pensare che gli oggetti funerari non abbiano mercato. Già da tempo però alcune aziende italiane del settore hanno deciso di approfondire le opportunità offerte dalla piazza asiatica.

Corriere Asia: Si parla di "pericolo Cina" nell’ambito del consorzio?

Nino Leanza: Se ne comincia a parlare sempre di più, soprattutto da quando sono arrivati in Italia i primi cofani cinesi, che alcune aziende di TanExport hanno intelligentemente acquistato per arginare l’eventuale rischio di immissione sregolata sul mercato. Questo episodio dimostra che il pericolo Cina è autentico ed è per questo che abbiamo deciso di venire a verificare di persona.

Corriere Asia: Prevedete di vendere o acquistare in Cina?

Nino Leanza: Valuteremo le varie opportunità a trecentosessanta gradi. Alla fiera funeraria in corso a Pechino, ho constatato con piacere che alcuni accessori funebri made in Italy, come bronzi e fotoceramiche, sono già distribuiti sul mercato cinese.

Corriere Asia: Circolano già anche le imitazioni?

Nino Laenza: Già lo scorso anno, in occasione di un Congresso Esposizione della funeraria a Shanghai, ho visto cofani cinesi costruiti in cartone identico al legno, venduti a 600 euro l’uno. Alla fiera di Pechino ho purtroppo notato molti cofani in stile italiano esposti negli stand cinesi.

Corriere Asia: Quali saranno le vostre strategie di azione?

Nino Leanza: Dobbiamo fare in modo di non soccombere a un mercato che presenta forti rischi. Si tratta di fare una serie di verifiche per riscontrare quali spazi ci sono, tenendo presente che gli usi e costumi di ogni paese sono soggetti a evoluzioni. Per esempio, se in Cina le fotoceramiche oggi sono solo in bianco e nero, è possibile che in futuro ci sia spazio anche per quelle a colori. Del resto la mentalità cambia anche in Italia. Basta pensare che la cremazione, in passato rifiutata, oggi in Lombardia viene già scelta nel 50% dei casi.

Corriere Asia: Quali "mode" vorreste esportare in Cina?

Nino Leanza: Il settore funerario non segue le mode, sebbene più volte modelli dedicati a personaggi famosi abbiano fatto "tendenza", come nel caso dei cofani. Gli oggetti funerari italiani sono conosciuti e apprezzati in tutto il mondo per l’insuperabile raffinatezza. Esporteremo quindi in Cina la qualità inconfondibile del made in Italy.

Corriere Asia: Ha riscontrato interessi nel corso di questa missione?

Nino Leanza: Alla partenza ho percepito forti aspettative da parte delle aziende del consorzio, tanto che mi preoccuperò di scrivere un report per informarle dell’esito positivo. Ho riscontrato lo stesso interesse da parte delle aziende cinesi, con alcune delle quali è già stato aperto un dialogo. Benché i loro riti funerari si svolgano in maniera diversa, anche i cinesi prestano molta attenzione alla cura dei cimiteri. In questi giorni ne abbiamo visitati due: veri giardini immersi nel verde, adornati di marmi e oggetti pregiati.

Marzia De Giuli

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