Pellegrini cinesi incontrano il Dalai Lama

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13 Febbraio 2006

Migliaia di pellegrini buddisti dal Tibet e da alcune province della Cina continentale hanno partecipato all’incontro con il Dalai Lama il mese scorso in India. Ieri il governo tibetano in esilio a Dharamsala ha reso noto che circa 200 fedeli di origine cinese e più di 10mila tibetani erano presenti alla cerimonia buddista di iniziazione di Kalachakra ad Amravati (sud dell’India)."Di sicuro — ha detto il portavoce Jigme Tsultrim — c’è un grande numero di tibetani, provenienti tutti dal Tibet". "Le autorità cinesi sono più disponibili nel rilasciare i documenti per il viaggio". Ma non è chiaro il perché un così alto numero di pellegrini sia stato autorizzato. L’allentamento delle restrizioni sui viaggi dei tibetani per questa cerimonia potrebbe essere un segnale di distensione in vista di un altro round di colloqui probabilmente vicino, come dicono alcune fonti. Secondo Luorong Zhandui, responsabile del "China Tibet Research Centre", "il governo cinese né incoraggia, né vieta di partecipare alle cerimonie". Un portavoce dell’Ufficio degli Affari religiosi ha detto di non sapere nulla dell’evento, ma ha specificato che i pellegrini che vogliono andare all’estero devono passare attraverso le procedure ufficiali. Il Dalai Lama, fuggito nel 1959 per rifugiarsi in India ma ancora molto venerato in Tibet, ritiene che i colloqui formali avuti con Pechino abbaiano fatto ben poco nell’allentare l’atmosfera repressiva in Tibet. Alla cerimonia del mese scorso ha espresso la speranza di poter tornare a casa un giorno e ha negato ogni sogno di indipendenza. La Cina attualmente ha più di 100milioni di buddisti di cui 7.6 milioni di praticanti del buddismo tibetano, secondo le stime ufficiali. La Cina, inoltre, permetterebbe anche ai mussulmani di recarsi in pellegrinaggio una volta l’anno alla Mecca.