Pepsi Co all’attacco

12 Gennaio 2007

NUOVA DELHI: Dopo aver tirato un sospiro di sollievo per essere uscita indenne (o quasi) dalla vicenda "Pesti-Cola", PepsiCo ha annunciato di voler lanciare dei nuovi prodotti appositamente sviluppati per il mercato indiano. L’immagine dell’azienda sembra così conoscere una nuova linfa dopo aver sofferto un’estate particolarmente bollente dopo che alcuni stati federali (Karnataka, Kerala, Madhya Pradesh, Uttar Pradesh, West Bengala e Gujarat) avevano imposto un bando parziale o completo ai prodotti che risultarono non idonei durante i test di laboratorio compiuti per determinare la purezza delle bevande.

Nella fattispecie, né le bevande di PepsiCo, né quelle di altri importanti produttori (Coca Cola, ad esempio) superarono le prove. Le aziende ricorsero allora per via giudiziarie e sono uscite recentemente vincitrici dalla controversia che ha però minato l’efficacia del brand.

Nonostante la pronuncia da parte dell’Alta Corte di alcuni stati — Karnakata in coda — la "guerra delle bollicine" è lontana dal concludersi. Pochi giorni fa il ministro per la salute Dr. Ambumani Ramadoss ha dichiarato che farà pressione affinché venga adottato nelle scuole il divieto di vendite di tutti i prodotti incriminati durante lo scandalo (come appunto le soft drinks) almeno fino a quando non verrà fatta definitiva chiarezza sull’accaduto.

Dalla PepsiCo sembrano intanto dare grosso risalto agli atteggiamenti del governo indiano, proponendo una via comune per risolvere la diatriba. Particolarmente esplicative sono state le recenti dichiarazioni del CEO Indira Nooyi, che si è detta profondamente interessata affinché sia le aziende che il governo possano lavorare insieme e in maniera costruttiva per risolvere non solo questo ma tutti i problemi relativi alla salute alimentare nel subcontinente, al fine di dare ai bambini indiani una nutrizione appropriata.

In particolare, ricorda Indira Nooyi, occorre notare che i prodotti venduti in India sono gli stessi venduti in altre parti del mondo, in quanto ogni bevanda prodotta dalla PepsiCo deve rispettare i medesimi standard qualitativi e di sicurezza. Proprio su questi due termini — qualità e sicurezza — il CEO si è soffermata con abbondanza, definendoli come "le più alte priorità per l’azienda".

Il vero problema — secondo Indira Nooyi — è che non vi è un metodo valido per testare la presenza del livello di sostanze nocive nei prodotti finali. A tal fine aziende concorrenti come la stessa PepsiCo e la Coke stanno lavorando per assicurare un procedimento valido, sperando anche nell’intervento dello stesso governo, con il quale si dovrà lavorare per determinare un modello tecnico di indagine.

Il discorso di Indira Nooyi, ampiamente riportato dai giornali indiani, si è poi esteso dando uno sguardo al prossimo futuro. L’India è considerata una delle due maggiori nazioni dell’Asia sud-orientale per crescita e ricavi nel bilancio, e proprio per questo motivo verrà data particolare attenzione al relativo mercato, con la predisposizione di nuove bevande con meno calorie e nuovi sapori.

Ma la vera questione sociale è un’altra. L’India si sta confrontando con un problema inaspettato per un Paese che il senso comune considera tradizionalmente povero: l’obesità. Il Paese ha un ceto medio in forte crescita, e grossa parte del bacino di questa classe (che conta almeno 300 milioni di persone) sta affrontando una fase di cambiamenti alimentari molto forti, che stanno già provocando alcuni evidenti risultati.

L’AIIMS (All India Institute of Medical Sciences) ne ha dato prova con una ricerca condotta su 2.000 ragazzi tra i 14 e i 18 anni, studenti nelle scuole di New Delhi. Ben il 17% del campione è stato giudicato obesi o in sovrappeso, contro una percentuale media globale del 15%. Sottovalutato come un fenomeno occidentale, ora il problema si sta estendendo anche in oriente.

L’importante azienda produttrice di soft drinks conta attualmente una presenza di indiscutibile valore nel subcontinente indiano, impiegando oltre 4.000 persone e coinvolgendone almeno altre 60.000 tramite i processi di fornitura e la rete distributiva. Durante il recente passato la PepsiCo ha investito oltre 700 milioni di dollari nel mercato indiano.

Roberto Rais