Pesticidi fuori norma nelle bibite gasate indiane

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3 Agosto 2006

NUOVA DELI: Non ci sono solo bollicine nelle bibite gasate indiane, ma anche tanti, troppi pesticidi. È un dato preoccupante che emerge dal nuovo rapporto del Centro per le Scienze e l’Ambiente (CSE) di Nuova Deli. Il precedente risaliva a tre anni fa, ma pare che da allora la situazione sia rimasta pressoché immutata, al punto che la direttrice del CSE, Sunita Narain, parla di un "grosso scandalo per la salute pubblica nazionale". I ricercatori dell’istituto hanno esaminato cinquantasette campioni di undici diverse marche di bibite prodotte da Coca Cola e Pepsi Co. in venticinque stabilimenti situati in dodici stati indiani. In tutti i campioni analizzati sono stati rinvenuti "cocktail" di tre, quattro, addirittura cinque differenti tipi di pesticidi. Un livello che in media supera di ventiquattro volte le norme imposte dal Bureau of Indian Standards (BIS), organismo cui compete il monitoraggio della qualità dei prodotti di massa. Nel 2003 lo scarto era dieci volte maggiore, eppure, secondo il CSE, non si può parlare di progresso, basti pensare che in alcune bottiglie acquistate nello stato del Kolkata il livello di Lindane, pesticida mortale, è risultato centoquaranta volte superiore alla norma. Duecento volte più alto dei valori consentiti, l’insetticida neurotossico Chlorpyrifos ritrovato nelle lattine di Coca Cola prodotte in Thane. "E’ una situazione chiaramente inaccettabile — ha dichiarato Sunita Narain — che potrebbe provocare effetti negativi a lungo termine sul nostro organismo". Coca Cola e Pepsi Co. Si difendono dalle "accuse" del CSE, rispondendo che latte e verdura contengono più pesticidi delle loro bevande, ma i ricercatori replicano: "Sì, ma latte e verdura sono alimenti anche altamente nutritivi, al contrario di queste bibite".

Raffaella Serini