I piccoli stati hanno un grande ruolo nella geo-politica globale. Questo avviene per diversi motivi: geografia, economia, rappresentanza nella diplomazia, numero di scambi, liberalizzazione e modernità dei propri sistemi.
Grandi potenze, come Washington e Pechino basano le proprie relazioni negli organismi multilaterali con focus su piccole nazioni e micro-stati. 
La divisione tra le piccole e grandi potenze è stata definita con il Trattato di Chaumont nel 1814 ed è nel multilateralismo che i piccoli paesi influenzano gli stati più grandi; nell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, ognuno dei 193 paesi membri dispone di un voto, con un ruolo proporzionalmente maggiore per i microstati, piccoli per territorio e per popolazione. Nel biennio 2020-2021, tra i membri del Consiglio di Sicurezza siede St. Vincent and the Grenadines, rappresentando i suoi 110.000 abitanti, partecipa a decisioni strategiche globali insieme ai 5 membri permanenti e tra i 10 membri non permanenti che siedono nel Consiglio.
In relazione alla ricchezza pro-capite le nazioni più piccole sono spesso le piu ricche, questo avviene per l’elevata esposizione agli scambi, alla liberalizzazione e modernità dei propri sistemi. Tra i 10 paesi a maggior PIL pro-capite in base ai dati FMI 2019 vi sono Qatar,  Brunei e San Marino.
Nell’Unione Europea, la nazione con la maggior crescita economica nei mesi precedenti all’emergenza sanitaria e’ stata Malta che è il membro UE piu piccolo.
Anche in ottica di sicurezza e ruolo militare i piccoli stati hanno importanza: Djibuti, nel corno d’Africa rappresenta il luogo con il maggior numero di basi militari al mondo, vicino al canale di Suez ha l’unica base militare cinese estera, insieme a quelle di USA, Italia, Francia, Germania e molti altre potenze militari.
L’Islanda, membro della NATO, e’ stata per lungo tempo un avamposto militare americano per controllare Atlantico e Artico durante la guerra fredda. 
I piu piccoli stati del mondo sono in ogni continente; in Europa rappresentano la storia delle città stato, repubbliche e monarchie antiche: Vaticano, San Marino, Andorra, Liechtenstein. Nel Pacifico sono tra la date-line e l’Australia: Tuvalu, Nauru (che e’ il paese meno visitato al mondo), Marshall Islands e Palau; in Africa Comoros, Capo Verde, Eswatini, Seychelles e nei Caraibi St Kitts and Nevis, Grenada, Barbados, Antigua and Barbuda rappresentano il terzo confine degli Stati Uniti.
La globalizzazione ha premiato i piccoli paesi, che spesso sono simbolo della modernizzazione: l’Estonia ha introdotto una legislazione con focus block chain, San Marino in modo analogo ha sviluppato un sistema dedicato all’innovazione, con test sul 5G e agevolazioni per ogni investimento a contenuto tecnologico. Il Lussemburgo, ha sviluppato un sistema finanziario e di accordi fiscali che lo pone al centro di molte strategie di investimento.
Nelle relazioni e nella governance globale i piccoli hanno grande importanza: Xi Jinping ha da poco effettuato una visita di Stato nel Principato di Monaco, che è membro di Belt Road. Mike Pompeo ha visitato diverse nazioni del Pacifico, per rinnovare gli accordi di associazione che hanno Micronesia e Marshall Islands e mantenere le relazioni in un area geografica sempre piu interessante per Pechino.
Il Lussemburgo ha ospitato nel 2019 il meeting annuale della Banca Asiatica d’Investimento per le Infrastrutture (AIIB) primo meeting tenutosi al di fuori della regione asiatica. 
L’attenzione ai valori democratici e all’ambiente e’ maggiore nei territori minori: il Bhutan ha introdotto un concetto di Gross National Happiness Index, un indicatore della felicità, alternativo a quello di PIL. San Marino, ha un sistema politico con due Capi di Stato, i Capitani Reggenti, scelti a rotazione tra i membri del Consiglio Grande e Generale, esercitano il loro ufficio collegialmente per periodi di sei mesi promuovendo valori di imparzialità e di democrazia diretta, garantita dall’incontro al loro insediamento con i cittadini che possono presentare petizioni di interesse pubblico. 
Lo sviluppo dell’economia globale passa attraverso la storia, la finanza e la politica degli scambi multilaterali tra piccole e grandi potenze.

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