Ping An progetta IPO a Shanghai

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29 Settembre 2006

SHANGHAI: Ping An, la seconda maggiore compagnia di assicurazioni cinese, ha in programma di raccogliere 4,2 miliardi di US$ dalla vendita di 1,5 miliardi di azioni tipo A con un’offerta pubblica iniziale alla borsa di Shanghai. Il consiglio di amministrazione della compagnia si riunirà nel prossimo mese di novembre per ottenere l’approvazione degli azionisti sul progetto di quotazione in Cina. L’offerta pubblica iniziale di Ping An, equivalente al 15,7% del capitale azionario allargato, supera quella della sua maggiore rivale, China Life, che progetta di raccogliere 2,7 miliardi di US$ dalla vendita di 1,5 miliardi di azioni di tipo A. Entrambe le compagnie stanno aspettando dalla China Securities Regulatory Commission l’autorizzazione per l’IPO. Nel frattempo Ping An ha anche annunciato di avere vinto la licenza per la prestazione di servizi business in yuan alle imprese straniere. Per soddisfare i parametri richiesti, i suoi azionisti hanno dovuto iniettare 200 milioni di yuan (circa 25,3 milioni di US$), per portare il capitale a 61,38 miliardi di yuan (circa 7,76 miliardi di US$). Sebbene il settore delle assicurazioni in Cina abbia conosciuto una forte crescita negli ultimi anni, secondo un’analisi della Standard & Poor’s il 90% del mercato è ancora solo potenziale. Le statistiche della China Insurance Regulatory Commission affermano che nella prima metà di quest’anno le entrate ricavate dai premi delle cento maggiori società assicurative cinesi hanno toccato i 308 miliardi di yuan, con un incremento del 13.69% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Anche le quaranta compagnie di assicurazione straniere presenti in Cina hanno occupato una larga fascia del mercato, per un premio totale di 34.1 miliardi di yuan (4,2 miliardi di US$) toccato lo scorso anno, equivalente al 6.9% dell’intero mercato. Secondo il "China Insurance Outlook 2006-2007" della Standard & Poor’s, dal 2006 il mercato totale delle assicurazioni in Cina crescerà a un tasso di oltre il 13%, superando i 100 miliardi di US$. La crescita sarà soprattutto stimolata dal forte aumento delle vendite delle automobili e di conseguenza delle polizze auto, che costituiscono già oltre il 60% del premio non vita cinese. Le compagnie assicurative cinesi stanno mostrando più maturità anche nella gestione del proprio patrimonio, che ha toccato complessivamente 1500 miliardi di yuan (187 miliardi di US$) alla fine dello scorso anno, con una crescita del 27% rispetto al 2004. Anche il ritorno dell’investimento delle compagnie cinesi è cresciuto di 0,7 punti percentuali fino al 3,6% lo scorso anno, dopo che alle compagnie è stato permesso di investire in debito corporate e nei mercati azionari domestici e stranieri. Il settore assicurativo cinese si è ripreso nel 1980, dopo venti anni di sospensione. Nel 1981 la Società d’assicurazione del popolo cinese si è trasformata da un dipartimento governativo in una società specializzata, e nel 1988 sono state costituite la China Pacific Insurance Company Limited e la Ping An Insurance Company Of China. L’emanazione della Legge sull’Assicurazione e la costituzione della Commissione nazionale per la supervisione dell’assicurazione avvenute rispettivamente nel 1985 e nel 1988 hanno fornito la base legale e i regolamenti operativi al funzionamento dei mercati dell’assicurazione. Alla fine del 2004, la Cina ha abolito le restrizioni geografiche per le compagnie di assicurazioni straniere, permettendo loro di operare in qualsiasi città. Il primo gennaio 2006, il governo ha infine ridotto drasticamente a 5 milioni di yuan (604,200 US$) il capitale richiesto per il brokeraggio, sia per le compagnie domestiche che per quelle straniere.

Marzia De Giuli

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