Più opportunità per aziende cinesi all’estero

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6 Aprile 2006

HONG KONG: Si prevede che la Cina raggiungerà entro il 2010 nell’ambito dei progetti avviati all’estero un giro d’affari pari a 50 miliardi di dollari, secondo quanto riferito oggi dall’Associazione internazionale degli imprenditori cinesi (CHINCA). Stando a quanto dichiarato dall’Associazione nel suo ultimo rapporto, il volume di affari delle imprese cinesi all’estero potrebbe aumentare del 15% di anno in anno. "Ci auguriamo che gli imprenditori cinesi non solo possano avere accesso a più Paesi ma anche a più settori commerciali", ha dichiarato oggi il vice direttore della CHINCA. Gli imprenditori cinesi hanno firmato lo scorso anno dei contratti all’estero del valore di più di 29.6 miliardi di dollari, registrando un aumento del 24.2% di anno in anno. Il turnover delle società cinesi all’estero lo scorso anno è stato pari a 21.8 miliardi di dollari, ovvero il 24.6%. Le statistiche riferiscono che negli scorsi 5 anni la maggior parte dei contratti siglati dalle società cinesi hanno riguardato prevalentemente i settori dell’industria petrolifera e manifatturiera, mentre quello delle telecomunicazioni ha appena iniziato la sua espansione, con un turnover di oltre il 10% lo scorso anno. Nel 2005, il gruppo Huawei Technologies, il maggior produttore cinese di apparecchiature di telecomunizione, si è classificato al secondo posto per numero di contratti siglati in Cina, dopo lo State Construction Engineering Corp, con un giro di affari pari a 2.64 miliardi di dollari. Dal 2005 sono 1.609 le imprese cinesi che hanno il permesso di avviare progetti all’estero, tra cui anche alcune società private e joint venture. Tuttavia, ricorda il rapporto, persistono ancora alcuni problemi tra le imprese cinesi, quali competizione sleale e mancanza di cooperazione, probabilmente per il fatto che la maggior parte di esse sono concentrate ancora in un numero esiguo di Paesi in Asia e Africa. Le società cinesi hanno però fatto grandi progressi in Europa e in Nord America, i due maggiori mercati per quanto concerne la costruzione, dove lo scorso anno hanno visto raddoppiare il loro volume di affari, totalizzando i 4.3 miliardi di dollari. Cionostante, a causa delle limitazioni imposte nella gestione, nell’assunzione degli impiegati e nell’osservazione degli standard tecnici, negli Usa e nell’Ue il numero delle imprese cinesi è ancora ridotto.

Ylenia Rosati

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