Le PMI a Rizhao: parte il China-Italy Forum on Enterprises Cooperation

a cura di:

Archiviato in: in
30 Maggio 2007

Alle 9.40 di stamattina, ora cinese, una multiforme delegazione di Piccole Medie Imprese italiane si è data appuntamento al Centro Congressi di Rizhao, sulla costa sud-orientale della Cina, per dare il via al "2007 China-Italy Forum on Enterprises Cooperation".

L’evento, che mira a rafforzare la cooperazione economica bilaterale tra i due paesi, nasce dall’iniziativa della Fondazione Italia Cina, coadiuvata dal Governo Cinese e in particolare dalla NDRC (National Development Reform Commission) e dal CCBCC (China Center for Business Cooperation & Coordination).

La finalità è quella di spingere le imprese italiane a internazionalizzarsi verso la Cina, creando occasioni per la conoscenza e l’incontro con possibili nuovi partner.

Cesare Romiti, in veste di Presidente della Fondazione Italia Cina,, ha inaugurato ufficialmente il Forum, con un discorso, da poco conclusosi, nel quale ha sottolineato quanto il meeting miri a soddisfare interessi reciproci.

L’organo di pianificazione economica Cinese, la già citata NDRC, ha infatti dimostrato grande interesse per la composizione del panorama imprenditoriale italiano, soprattutto per la capacità delle PMI di aggregarsi in distretti produttivi. Soluzione che, a detta dello stesso Romiti, potrebbe rappresentare un modello per le imprese cinesi.

Le PMI sono l’ossatura del tessuto economico italiano, rappresentano il 99,3% delle aziende (industria e servizi) e occupano il 47% della nostra forza lavoro.

La Cina, dal canto suo, conta circa 4 milioni di PMI, che contribuiscono a realizzare oltre il 60% del PIL, il 70% dei prodotti esportati e il 66% dei brevetti, impiegando 3/4 della forza lavorativa cittadina. L’organizzazione in distretti industriali, che ha un rilievo economico considerevole per il nostro Paese, potrebbe costituire per la Cina un importante fattore di sviluppo.

Tornando alle imprese italiane, Romiti ha poi sottolineato che, per agevolare l’internazionalizzazione e il confronto con competitors e consumatori di nuovi mercati, le PMI vanno aiutate non solo con Forum dediti alla conoscenza dei mercati emergenti, ma anche attraverso strumenti finanziari che siano in grado di favorire aggregazioni, fusioni, consorzi verticali o orizzontali. Non a caso è stato citato il Mandarin Fund, un fondo di private equity di cui il Gruppo Intesa San Paolo è il principale finanziatore – assieme a due delle maggiori banche cinesi: China Development Bank e China Exim Bank – e che nasce anche grazie al supporto organizzativo della Fondazione Italia Cina.

Al discorso di Romiti faranno ora seguito altri interventi ufficiali di rito, sia di sponda italiana che cinese, che intratterranno l’uditorio fino ai consueti incontri Business To Business previsti per il pomeriggio.

Al Forum hanno aderito alti dirigenti di realtà provenienti da diversi settori dell’industria, dei servizi e del commercio: dall’ ITC (3 Byte IT) al tessile (Fiore 1967), dalla meccanica industriale (Blue Ship) al Wellness e al Food Service (Ergon Italia).

Alcuni di loro scoprono per la prima volta le opportunità del mercato cinese, altri partecipano al Forum per confermare la propria presenza sul territorio. Come Flavio Radrizzani, Presidente della ADR S.p.a., leader del mercato europeo per la produzione e la commercializzazione di assi, semiassi, freni e sospensioni, già presente nel paese con uno stabilimento di produzione, e ora a caccia di nuovi possibili fornitori e clienti.

Dopo Rizhao (e dopo essere stati già a Beijing, prima tappa della delegazione di PMI – in Cina da sabato scorso) dirigenti e rappresentanti concluderanno il proprio itinerario alla scopertà delle opportunità cinesi a Taicang e quindi a Shanghai, il 3 Giugno.

La cadenza ormai quasi settimanale di incontri, scambi, forum e round-table tra realtà imprenditoriali italiane e controparti cinesi fa ben sperare per una futura cooperazione.

Una volta abbattute le barriere linguistico-culturali (che da sempre costituiscono il principale ostacolo alle relazioni Italia-Cina), bisognerà poi trovare la giusta forza risolutiva anche per affrontare una questione più pratica: l’handicap dimensionale delle nostre PMI nei confronti delle realtà cinesi.

Nicola Ricciardi