Pranzo in scatola nera

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22 Febbraio 2007

PECHINO: Completa mancanza di luce. Niente orologi luminosi, niente fiammelle di accendini, nulla che possa rompere il buio più profondo. Esaltazione degli altri quattro sensi: maggior ricettività dell’olfatto, della consistenza, della temperatura. Qualcuno l’ha definita un’esperienza paradisiaca. Persino un pugno di riso bianco ha un sapore nuovo. Tutto ciò accade nei nuovi dark restaurants cinesi. Costosissime scatole nere, attentamente costruite in modo da non poter permettere alcuna infiltrazione di luce, arredate con mobili e accessori completamente neri.

I camerieri non hanno più la sola funzione di prendere le ordinazioni e di servire le portate ai tavoli: rendono assistenza ai clienti aiutandoli anche in operazioni solitamente familiari, come quella del mangiare. Ad ogni inizio turno indossano dei grossi occhiali speciali, somiglianti ad una maschera, che permettono di vedere nel buio. Ogni movimento diviene difficoltoso. Proprio per questo anche i menù sono pensati per essere consumati in una dark athmosphere. Per esempio si cerca di evitare cibi che richiedono l’uso combinato di forchetta e coltello, le zuppe sono servite in tazze a due manici. Tra le mansioni dei camerieri, anche l’ingrato compito di accompagnare i clienti in bagno.

Il primo dei dark restaurant è stato il Jingyu Du (Lo Stomaco della Balena) di Pechino, aperto recentemente a Jianwai, nell’area di Soho. Visto il successo riscosso, i cinesi hanno pensato che possa essere una buona nuova forma di investimento, ed hanno deciso l’apertura di altri dieci dark restaurants, proprio in questi giorni, a Shanghai, Dalian, Hangzhou e Guangzhou. Altri apriranno anche in altre parti dell’Asia: Hong Kong, Macao, Tokyo, Seoul e Singapore. Le previsioni parlano di trenta aperture, di cui quindici in Cina. Li troviamo anche nelle metropoli europee, a Londra e a Parigi.

L’origine dei dark restaurants non è così frivola. Il primo, il Dark Cow, è stato aperto qualche anno fa a Zurigo da Jorge Spielmann, un uomo realmente cieco, il cui scopo era quello di far comprendere appieno la situazione dei non vedenti. I suoi camerieri sono realmente ciechi, e si dicono fortemente soddisfatti nel sentirsi – almeno in questa occasione – utili ed indispensabili al nervoso cliente molto spesso imbarazzato dalla situazione.

Cambiamenti quindi, per i giovani cinesi, divenuti ormai "perfettamente contemporanei". Sempre meno le lanterne rosse, sempre più i nuovi trend per lo più provenienti dall’occidente. Oltre ai dark restaurants, stanno nascendo come funghi anche nuove tipologie di bar, impensabili qualche anno fa. A Guangzhou, per esempio, è stato aperto un sexi cafè, dove ci si riunisce a parlare di sesso e di relazioni di ogni tipo.

Petra Flamminio

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