Primavera Italiana a Tokyo: In mostra il calzaturiero Made in Italy

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6 Aprile 2007

TOKYO: Si è conclusa nella serata dell’altro ieri, con la premiazione dei migliori partners commerciali giapponesi, la celebrazione della 40esima edizione dello "Shoes From Italy", un appuntamento ormai consueto per l’imprenditoria italiana del calzaturiero che si ripete per due edizioni all’anno da vent’anni a questa parte. Le stanze del prestigioso Hotel Okura, nella zona di Toranomon qui a Tokyo, sede della mostra, sono state tramutate in vere e proprie vetrine dal sapore made in Italy , nonché comodo luogo d’incontro fra espositori italiani e acquirenti giapponesi. Un appuntamento, quello con l’esclusiva produzione del calzaturiero nostrano, inserito nella rassegna degli appuntamenti della Primavera Italiana in Giappone 2007, che ben richiama l’interesse dell’imprenditoria italiana per il mercato giapponese, consolidato da lunghi e stabili rapporti commerciali ma caratterizzato anche da grande complessità in termini di esigenze qualitative, coerenza nelle transazioni e dialogo culturale.

L’evento è promosso e organizzato dall’ ICE, l’Istituto Nazionale per il Commercio Estero, che in Giappone opera attivamente oltre che nelle due sedi principali di Tokyo e Osaka, anche a Sendai e Fukuoka. Una presenza corposa, quella dell’ICE in Giappone, che sembra ben evidenziare il provato ruolo dell’Istituto nell’intepretare l’esigenza imprenditoriale italiana e nel mediare la sua efficacia nel mercato giapponese.

E’ l’ex ambasciatore italiano a Bruxelles, Umberto Vattani, presidente dell’ICE a presiedere alla serata e a premiare insieme al direttore dell’Ufficio di Tokyo, Federico Balmas, le due figure fra l’imprenditoria giapponese capaci di dare maggior rilievo sul mercato nipponico alla produzione targata made in Italy, attraverso l’importazione diretta e autorevole delle merci dai calzaturifici italiani. A ricevere i riconoscimenti il presidente Mihashi della catena di centri commerciali Isetan e il rappresentante delegato Okamoto del prestigioso negozio Futabaya a Ginza.

Di riconoscenza ai partners giapponesi e di stimolo ai produttori italiani sono state le parole del presidente dell’ICE "Dobbiamo rassicurare il mercato giapponese attraverso la qualità che contraddistingue da sempre la nostra pruduzione e nello stesso tempo rassicurare gli acquirenti sul problema del cambio, fin troppo allarmato negli ultimi periodi" conclude Vattani. Dialogo, qualità e cultura sembrano essere le chiavi giuste per affermare l’imprenditoria italiana in Giappone senza timori nei confronti delle competizioni di altre potenze nel manifatturiero, fra cui la Repubblica Popolare Cinese. E’poi lo stesso Okamoto dell’azienda Futabaya a rassicurare e a lanciare un accattivante provocazione "Per me non c’è nessun timore a sentir parlare di Cina, anzi ho intenzione di vendere scarpe italiane proprio ai cinesi" conclude ridendo l’imprenditore giapponese.

Presenti alla rassegna oltre cinquanta espositori italiani, la maggior parte provenienti dalla Toscana e dalle Marche, la cui voce è stata riassunta nel discorso finale da Lino Fornari presidente dell’ ANCI, l’associazione italiana calzaturifici italiani. "Teniamo molto al vostro mercato e registriamo sempre una costante fiducia da parte degli acquirenti giapponesi a cui vogliamo rispondere con un’intesificazione dei nostri apporti in termini di qualità e di fiducia reciproca" conclude Fornari.

Oltre ai discorsi di formale e dovuta celebrazione, di particolare interesse ed esplicativi della portata che l’evento mantiene nella sua funzionalità è parso il parere dei diretti coinvolti: molti gli espositori di provata esperienza e abitudinari negli eventi di promozione organizzati da ICE. "Opero da diversi anni qui a Shoes from Italy " mi spiega Michele Bossini export office manager per conto del marchio Napoleone "un’occasione che reputo importante per mantenere un contatto diretto e sul posto con i clienti, anche se ormai sono moltissimi quelli che vengono direttamente in prima persona nei principali eventi fieristi italiani di settore per concludere il grosso degli affari, ma per la controparte giapponese è importante verificare una sorta di fiducia e di regolarità nei contatti".

Raccolgo pareri positivi anche dai nuovi della rassegna "Sto iniziando a capire come muovermi in Giappone" spiega Milco Marsili a Tokyo per presentare il marchio Guerrino Marsili del calzuturificio di Porto S. Elpido " e penso sia una buona occasione per farmi conoscere e soprattutto capire cosa differenzia il mercato giapponese dagli altri mercati dell’estremo oriente, parametro che reputo fondamentale per qualsivoglia trattativa commerciale."

C’è anche chi poi in Giappone lavora da molto tempo ma ci ritorna per queste occasioni con un planning commerciale diversificato rispetto agli obiettivi raggiunti negli anni "Quest’anno siamo venuti per riaffermare le consolidate collaborazioni commerciali ma soprattutto per cercare di comunicare con i piccoli importatori diversificando la nostra rete di esportazioni" spiega Cristian Rossi, trade manager dell’Angelo Giannini spa per conto del marchio Donna Serena, con show room a Milano.

Marco Butteri, del marchio calzaturiero Gianfranco Butteri è fra i partecipanti constanti alla mostra "Una buona vetrina che ci assicura una buona visibilità e ci permette di operare in un quadro organizzativo ben fatto".

Numerosa e silenziosa la controparte giapponese nel suo affollarsi fra i corridoi e per le stanze-boutique dell’Hotel Okura. L’esposizione della durata di tre giorni si è chiusa nella giornata di ieri, da ora in poi saranno i dati di mercato ad evidenziare il successo o meno del nostro made in Italy per il settore delle calzature, convogliato nella sua promozione qui in Giappone in numerose occasioni.

Paolo Cacciato

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