Prioritaria per Pechino la politica energetica in Africa

a cura di:

Archiviato in: in
19 Ottobre 2006

PECHINO: Fonti ufficiali del Governo Cinese hanno riferito ieri che, la Repubblica Popolare accelererà i progetti di cooperazione con i paesi africani, nella ricerca e implementazione di progetti che hanno come oggetto la ricerca di petrolio e gas naturale prima di tutto, oltre che di altre materie prime.

Sono diversi anni che Pechino ha ingaggiato, in particolar modo in Africa, un nuovo modello di contratti di cooperazione energetica che, sostanzialmente, si fondano su un ‘do ut des’, acquisto di materie prime necessarie al ‘Paese di Mezzo’, in cambio di tecnologia della quale quei paesi sono privi, aiutandoli non solo a sviluppare le immense risorse di cui sono ricchi, ma cercando soprattutto di aiutarli nella costruzione delle infrastrutture di cui necessitano: strade, dighe, ferrovie, come ha sottolineato anche ieri Zhang Yuqing, Direttore della Commissione per le Riforme e lo Sviluppo Nazionale Energetico.

Le società cinesi stanno cercando giacimenti petroliferi in Asia e in Africa, per far fronte ad una domanda che in un decennio è letteralmente raddoppiata. Stando a statistiche della IEA (Agenzia Internazionale per l’Energia, ndr), il consumo di petrolio quest’anno potrebbe raggiungere il 6.4% in più rispetto all’anno passato, pari a 7 milioni di barili al giorno.

Secondo Zhang, nonostante la Cina sia presente in Africa da alcuni anni, ‘gli investimenti energetici cinesi in Africa sono ancora limitati e il livello di cooperazione è ancora ad un livello iniziale’. Ha continuato il direttore enfatizzando come gli ‘accordi siglati dalla Cina con l’Africa siano tutte patnership egualitarie che possono generare solo benefici comuni’.

Lo scorso anno la Cina ha importato circa 38 milioni di tonnellate di greggio dall’Africa, circa 763mila barili al giorno, circa il 30%delle importazioni totali, ha dichiarato Zhang.

Zhang ha fatto presente come gli ultimi contratti siglati con l’Angola per lo sfruttamento di alcuni blocchi petroliferi, abbiano reso il paese sub sahariano il più veloce tra i paesi produttori di petrolio dell’area, grazie appunto ai prestiti cinesi.

A giugno 2006, l’agenzia stampa dell’Angola riportava come il governo cinese abbia offerto 2 miliardi di dollari tramite la Eximbank, in aggiunta ai 2.4 miliardi di dollari concessi a Marzo.

‘Speriamo che tali forme di aiuto monetario aiuteranno il nostro paese a espandere gli investimenti e la cooperazione nel settore dell’esplorazione e produzione petrolifera e di gas naturale in Africa’, ha concluso al termine della riunione Zhang.

Zhu Yabin, direttore del ministero del commercio per i paesi dell’area Asia occidentale e quelli dell’Africa, ha dichiarato che il commercio tra Africa e Cina è incrementato del 26% quest’anno, pari a 50 miliardi di dollari.

La Cnooc (China National Oil Offshore Corporation), la principale società petrolifera cinese nel comparto offshore, ha investito 2.7 miliardi di dollari per lo sviluppo degli assets in Nigeria. Il giacimento di Akpo, del quale la Cnooc detiene il 45%, inizierà la produzione nella prima metà del 2008.

Lunedì, la CNPC (China National Petroleum Corporation) ha annunciato di aver cominciato la sua prima operazione di perforazione onshore in un giacimento della Mauritania.

CNPC e Sinopec, fanno parte al momento dei 47 candidati selezionati tra un gruppo di 70 per un offerta di sfruttamento di giacimenti in Libia. Non sono resi noti i nomi delle altre società concorrenti nell’offerta.

Il prossimo mese, il Presidente Hu Jintao incontrerà i leader dei governi africani al forum per la Cooperazione tra Cina e Africa.

Marianna Sacchini

Siamo a lavoro sul nuovo Corriere Asia!

Ricevi una notifica quando sarà Online
Ok voglio ricevere la notifica :) 
close-link