Prodi a Tokyo: Intesa su tutti i fronti

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19 Aprile 2007

TOKYO: E’ ancora una volta un viaggio ufficiale a rivelare la portata d’interesse che riveste oggi per la nostra economia la relazione preferenziale con alcuni dei maggiori protagonisti della realtà economica e politica dell’Asia orientale. Lo dimostrano le due tappe del viaggio ufficiale del primo Ministro Romano Prodi effettuate durante questa settimana a Tokyo e a Seoul. La prima parte del viaggio, spesa in Giappone dal 15 al 17 aprile, ha visto Prodi impegnato qui a Tokyo in una serie di incontri ufficiali atti a rafforzare un’impegno politico e di relantioship commerciale consolidati negli anni. Quasi a sottolineare come, nell’interesse del nostro Paese, non vi sia solo l’istaurarsi di una linea preferenziale di dialogo con la Repubblica Popolare Cinese, almeno per quanto concerne la risonanza che il mercato cinese potrebbe avere sui bilanci delle nostre esportazioni., ma anche la stabilità di relazioni economiche proficuamente consolidate nel tempo e realmente importanti per la nostra bilancia commerciale. Il Giappone rappresenta difatti uno dei più importanti mercati d’esportazione per quanto concerne il manifatturiero e l’agroalimentare Made in Italy. Interesse che non sembra aver risentito in maniera compromettente della stagnazione economica che ha coinvolto il Giappone negli ultimi anni, che dimostra attualmente grande fiducia nella produzione italiana.

Giunto domenica pomeriggio all’aeroporto di Haneda, il premier Romano Prodi è stato accolto dall’Ambasciatore d’Italia in Giappone Mario Bova e dall’Ambasciatore del Giappone in Italia Yoji Nakamura.

Ecco allora che Prodi, dopo una breve intervista rilasciata alla tv nazionale NHK, fa il suo ingresso nella giornata di lunedì scorso a Sakashitamon, nel Palazzo Imperiale, in una giornata fredda e nuvolosa ma attenuata dal colore dei numerosi ciliegi in fiore che circondano tutta la zona, a perimetro della casa dell’imperatore, nei pressi di Kudansaka. Non è certamente periodo di massima fioritura per i sakura di Tokyo, ma è sicuramente un momento importante per la nostra politica. L’invito ufficiale da parte dell’imperatore Akihito era giunto al nostro governo già nel 2005, in occasione della visita ufficiale di Silvio Berlusconi all’allora primo ministro Junichiro Koizumi. Incontro però, quello a Palazzo Imperiale, che non si tenne. Un tassello mancante di grande importanza per una società, quale quella giapponese, che mantiene un certo interesse nel rigore degli incontri ufficiali e nel significativo ruolo che l’imperatore Akihito riveste ancora nei colloqui di rappresentanza con i partner stranieri.

Sempre nella giornata di lunedì, Prodi ha incontrato il primo ministro Shinzo Abe. Al centro del colloquio il tema della sicurezza internazionale, correlato all’interesse nipponico di legittimare il processo di militarizzazione del Giappone e delle proprie forze di autodifesa (SDF –Jieitai). A tal proposito lascia abbastanza sorpresi l’interesse dimostrato da Abe, così come confermato dallo stesso premier giapponese nella conferenza stampa rilasciata subito dopo l’incontro con Prodi, nell’intensificare i rapporti di cooperazione Italia-Giappone per quanto riguarda le tecnologie militari nostrane. "Il Giappone è aperto all’importazione di tecnologie militari italiane" ha spiegato Abe a seguito del comunicato stampa secondo cui il Giappone ribadisce l’intenzione nel perseguire la linea italiana di impegno nel processo di pace in Iraq, Afghanistan e Medio Oriente. Cooperazione bilaterale che entrambi i Paesi intensificheranno durante il proprio turno di presidenza nel G8 a partire dal prossimo anno. Prodi si è dimostrato solidale allo stimolo giapponese nell’incentivare la riforma dell’ONU e la garanzia d’access ad un seggio permanente nel Consiglio di Sicurezza.

In sintonia si è parlato anche di combattere le violazioni sui diritti di proprieta’ intellettuale e il commercio di prodotti contraffatti, così come d’instaurare una serie di azioni per salvaguardare l’interesse economico dei reciproci mercati. Riguardo alla questione internazionale Abe ha ringraziato il particolare interessamento della controparte italiana alla questione del disarmo nucleare di pyongyang, congiuntamente alla necessità di rilascio e chiarificazioni attinenti al rapimento di civili giapponesi da parte dei servizi segreti nord coreani.

Al colloquio ha fatto seguito la visita dei due ministri alla mostra "La mente di Leonardo" che si tiene presso il Museo d’Arte Nazionale di Tokyo, a Ueno, ogni giorno affollato da migliaia di giapponesi in coda per ammirare l’Annunciazione di Leonardo, rilasciata dagli Uffizi di Firenze per la rassegna Primavera Italiana in Giappone 2007. E’ ancora una volta il primo ministro Prodi a ribadire la portata eccezionale di questa rassegna concepita a vero e proprio punto d’incontro fra il mondo culturale e commerciale italiano con la curiosità e l’ammirazione della società giapponese.

Nella giornata di martedì Prodi ha preso parte ad una serie di seminari e incontri, a partire da quello che l’ha visto protagonista di un intervento alla conferenza sul tema "Italia e Giappone, Europa e Asia attrazione reciproca e sfida della modernità". Sulla questione di sfida e cooperazione nel segno della modernità, Prodi si era già espresso a colloquio privato con Abe, dove è emersa la spontanea preoccupazione del premier sulla continua crescita della moneta unica europea, quale possibile ostacolo a un dialogo pari e produttivo con il partner giapponese. «Siamo già arrivati a livelli estremamente elevati» spiega Prodi parlando dell’euro « speriamo solo di non esagerare»

Nel pomeriggio di martedì scorso, ha fatto seguito il colloquio con il presidente della Nippon Keìdanren, Fujio Mitarai. L’incontro con il presidente di quella che è la potente Confindustria giapponese riveste un ruolo di primissimo piano, pari a quello di carattere politico tenutosi il giorno precedente con Shinzo Abe. La circostanza è stata sicuramente dettata dalla necessità di ridare vigore al dialogo industriale, oltre che commerciale, fra i due Paesi. Questo soprattutto alla luce di come il Giappone, al di là della crisi degli anni ’90, continui ancora oggi a dimostrare una valida solidità economica, rinnovata continuamente dall’impulso interno ai consumi che ha permesso dal 2002 al 2006 una crescita della domanda di oltre il 2%. Presenti all’incontro, il presidente di Finmeccnia Pierfrancesco Guarguaglini, che rivela l’interesse italiano ai nuovi vociferati investimenti giapponesi nel campo della difesa militare per le operazioni di peace keeping.

E il presidente dell’ICE, Umberto Vattani, protagonista della firma di un accordo di collaborazione e dialogo con il JETRO (Japan external trade organization). A tal proposito bisogna ricordare la nomina di Giorgio Zappa, Direttore Generale di Finmeccanica, nonchè Presidente di Alenia Aeronautica, come nuovo co-presidente dell’Italy Japan Business Group (IJBG).L’occasione della visita di Prodi qui a Tokyo serve per dare realmente slancio all’operatività di questo gruppo imprenditoriale e per risottolinearne il ruolo centrale nella comunicazione commerciale fra i due Paesi. L’Italy Japan Business Group, difatti, e’ un organismo creato dalle comunita’ imprenditoriali italiana e giapponese, con il patrocinio dei rispettivi Ministeri per il Commercio Internazionale, al fine di promuovere una maggiore cooperazione industriale tra i due Paesi.

Al termine dei colloqui politici e di strategia economica ed imprenditoriale, Prodi si è recato all’Istituo Italiano di Cultura a Tokyo, dove alla presenza del Direttore dell’Istituto, Umberto Donati, ha tenuto un breve discorso in videoconferenza con il Consiglio Regionale della

Toscana a Firenze. Tutto ciò nell’ambito di un seminario dal tema "Nuove tecnologie sulle Vie della Cultura: Tecnologie dell’informazione e della Comunicazione culturale".

Una tappa intensa, quella di Prodi qui nella capitale giapponese che sembra essere sintesi di una linea d’intesa ben precisa sotto tutti i profili, da quello di dialogo politico, compresa la difficile risoluzione della questione nord coreana, fino alla vicinanza per quanto concerne la politica estera, nella sottile valutazione dell’apporto militare congiunto per le azioni di peace keeping in medio oriente. Palese è poi l’interesse dell’imprenditoria italiana sfociato negli incontri di questa settimana nell’aspettativa di un dialogo proficuo che sappia avvalersi dell’immagine promozionale e qualitativa della produzione Made in Italy, per radicarsi nell’interesse del consumatore giapponese. Una clientela che, a quanto pare, una volta conquistata, difficilmente è persa. A tutto ciò. la Primavera Italiana continua a fare da sfondo con i i suoi innumerevoli incontri culturali, a cui capeggia, ancora una volta, il mito di Leonardo.

Paolo Cacciato