Progetti urbani a Tokyo: una nuova struttura per lo storico Kabuki-za in Ginza

29 Gennaio 2009

TOKYO: Il Giappone cambia e la tradizione lascia spesso spazio al movimento e al rinnovamento. E anche uno dei simboli della tradizione artistica giapponese, rappresentata dallo storico Kabuki-za, il teatro situato nel quartiere di Ginza, sembra destinato a conoscere un’evoluzione strutturale che sta facendo discutere gli estimatori della tradizione Kabuki. Un nuovo cantiere andrà ad aggiungersi ai numerosi progetti di rinnovamento urbano già in avvio nella capitale giapponese.

Il piano di ristrutturazione che partirà il prossimo anno donerà infatti all’architettura principale un’anima assolutamente estroversa e con nulla da invidiare alla controparte moderna e snella dei grattacieli della Tokyo d’affari.

Secondo il progetto presentato dalla Shochiku Corp. al governo di Tokyo e reso pubblico proprio ieri, il quartiere di Ginza potrebbe conoscere molto preso un nuovo palazzo di 29 piani sovrastante la base dell’attuale Kabuki-za. Oltre alla struttura esterna è prevista un’architettura sotterranea di quattro piani.

Il tutto dovrebbe vedere compimento il meno di tre anni. I punti di forza della nuova struttura saranno sicuramente rappresentati dalle nuove location adibite all’attività teatrale. Ben quattro piani, dal primo al quarto saranno veri e propri teatri per lasciare poi spazio al quinti piano ad un immenso giardino a cielo aperto.

All’interno della stessa struttura verranno poi convogliate le attività di scuole di teatro o accademie specializzate nella selezione di giovani talenti da avviare alla carriera Kabuki. L’amministrazione di Tokyo si è detta particolarmente interessata nell’appoggiare un programma che valorizzi uno dei patrimoni culturali della tradizione teatrale giapponese.

La struttura attuale è originaria del 1951 su ricostruzione frettolosa dalle macerie dei bombardamenti della seconda guerra mondiale. Le fondamenta e alcune porzioni ancora intatte della struttura originaria sono risalenti però al 1889.

Paolo Cacciato