Real Estate in Cina, tasse sulle proprietà: dopo Shanghai è la volta di Chongqing.

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SHANGHAI: Shanghai ci tiene a mantenere l’immagine internazionale che la città e l’intero paese si sono creati di mercati in forte crescita, ma sicuri e protetti dagli eccessi della speculazione. Lo scenario degli investimenti immobiliari nelle grandi città cinesi potrebbe dunque cambiare presto, con effetti da prendere in considerazione, ma che possono aprire delle nuove interessanti opportunità di fare affari. Il mercato delle abitazioni nelle più ricche città cinesi è oggetto da diversi mesi di misure governative mirate a frenarne l’eccessiva accelerazione.

La crescita dei prezzi nel settore Real Estate in metropoli come Shanghai è considerato non sostenibile, né giustificato dalla domanda e questo clima preoccupa il governo di Pechino, che già verso la fine del 2010 ha iniziato ad imporre pesanti condizioni per l’acquisto di seconde case e approvando misure per costringere le banche a limitare l’accesso al credito facile per operazioni immobiliari.

Giovedì 28 Gennaio è entrata in vigore a Shanghai l’ultima di queste iniziative, una tassa locale sulla proprietà immobiliare, la prima nel suo genere in Cina, che dovrebbe scoraggiare gli investimenti puramente speculativi nel mercato cittadino, rendendone più insicuri i ritorni. Le aziende italiane del settore che possiedono o intendono aprire una propria filiale in Cina dovranno tenere conto di queste misure e puntare ad un approccio meno speculativo e più mirato verso soluzioni di lungo termine oppure alternative alle abitazioni di lusso. Quasi sicuramente i prezzi delle abitazioni, in particolare le grandi case di lusso nei migliori quartieri, le più colpite dagli effetti della tassa, non aumenteranno con la velocità degli scorsi anni, ma non ci si aspetta che scenderanno più del 10%, nonostante le restrizioni governative. Questo a causa del forte entusiasmo degli investitori, spesso stranieri e non residenti a Shanghai.

Dopotutto, negli ultimi anni il settore Real Estate è stato una parte troppo importante dell’economia della città perché le autorità decidano di soffocarlo del tutto e Shanghai, simbolo e motore economico della nuova Cina, deve mantenere i suoi potenziali di crescita per continuare ad essere tale. Si ritiene invece sicuro un incremento del prezzo degli affitti, a causa di una maggior domanda dovuta a coloro che rinunceranno a comprare una casa e alla tendenza, da parte dei proprietari, di far ricadere sui propri inquilini il costo sostenuto per la tassa. Le autorità locali hanno affermato che i proventi della tassa saranno utilizzati per promuovere dei progetti di edilizia più accessibili alla popolazione, rendendola così uno strumento per promuovere lo “sviluppo armonioso” della società, parola d’ordine della politica economica cinese.

Shanghai non è però un caso isolato, un’altra metropoli cinese che ha appena introdotto una tassa molto simile è Chongqing e non è da escludere che queste due città possano essere dei laboratori nei quali elaborare un progetto per un’imposta nazionale che tolga la pressione speculativa da altre realtà inflazionate come Pechino, Shenzhen e Nanchino. L’eventualità di una moltiplicazione di questo tipo di tasse in altre città della Cina o l’introduzione di una tassa nazionale entro uno o due anni è da prendere seriamente in considerazione da parte di tutte le aziende italiane interessate ad investire nel mercato immobiliare cinese.

Nel frattempo, questa tassa solamente locale rende più interessante espandere le attività immobiliari su altre realtà vicine a Shanghai, in particolar modo Suzhou, Wuxi e Changzhou, città estremamente dinamiche, centri industriali e di business in piena crescita, poste sul trafficato canale di trasporto e comunicazione Shanghai-Nanchino. Oppure Huzhou, centro dell’area economica del delta dello Yangtze, o ancora Jiaxing, grande città sulla linea di comunicazione Shanghai-Hangzhou. Queste città contano tutte quante su milioni di abitanti, centri di business moderni, ottimi collegamenti e una crescente classe abbiente, per questo saranno le più immediate alternative alle quali investitori e compratori si interesseranno maggiormente per restare a stretto contatto con Shanghai senza dover affrontare i costi della tassa sulla proprietà. Inoltre, nel caso di una estensione progressiva di città in città delle tasse di proprietà, questi centri verrebbero molto probabilmente coinvolti per ultimi, successivamente alle vicine grandi città di Nanchino e Hangzhou.

Maurizio Squadrito

Maurizio Squadrito