Riapre il settimanale “Freezing Point”, rimossi gli editori

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16 Febbraio 2006

Il noto quotidiano "China Youth Daily" ha annunciato oggi la prossima riapertura del supplemento settimanale "Freezing Point", chiuso lo scorso mese dalla censura, ma anche la rimozione dei due editori che ne avevano fatto un baluardo del giornalismo d’assalto. I responsabili del giornale — portavoce dell’ala destra del Partito- si sono piegati alla protesta e hanno annunciato la ripresa della pubblicazione del settimanale "Freezing Point" a partire dal 1 marzo, questo quanto riferito al telefono dall’editore del supplemento Li Datong. Tuttavia, Li e Lu Yuegang, noto reporter investigativo, saranno rimossi dalla posizione di editori del settimanale e spostati all’ufficio di ricerca del giornale, ha aggiunto Li. "Ciò distrugge l’anima di "Freezing Point", riducendolo a una conchiglia vuota", ha sottolineato Li. Anche Lu ha espresso la sua "estrema delusione" poco prima che la telefonata venisse bruscamente interrotta. "Freezing Point" è stato chiuso il 24 gennaio per aver pubblicato un articolo di uno storico cinese, Yuan Weishi, che criticava quelle che lui definiva le pericolose "alterazioni nazionaliste" nei libri di storia cinesi. La prima edizione del nuovo "Freezing Point" pubblicherà un saggio contro Yuan, riferisce Li che prosegue "Gli editori e giornalisti non saranno contenti di tutto ciò e se non daranno il loro consenso il "Freezing Point" non potrà riprendere la pubblicazione." Il settimanale a volte pubblicava rapporti sulla corruzione e gli abusi della leadership nonché approfondimenti in cui criticava apertamente le idee dell’establishment. Ma "Freezing Point" non è stato il primo né sarà l’ultimo. È dallo scorso anno, infatti, che gli editori di diversi giornali "intraprendenti" sono caduti sotto i colpi della censura cinese che, non soddisfatta, ha anche rafforzato il controllo di internet. Li Rui, ex segretario del presidente Mao, insieme a decine e decine di altri studiosi cinesi ed ex ufficiali hanno denunciato oggi la chiusura del settimanale attraverso una lettera aperta, in cui mettono in guardia l’attuale leadership dal continuare questa censura serrata poiché, col tempo, potrebbe "gettare i semi del disastro per la transizione sociale e politica del paese". Secondo Li, la scelta del saggio dello storico Yuan sarebbe stato, per i responsabili della propaganda, solo il pretesto per agire, poiché la sua critica del nazionalismo aveva infastidito molti giovani cinesi dallo spirito fortemente patriottico, scatenando una serie di condanne su internet. "Hanno solo atteso il pretesto giusto al momento giusto, ma in realtà volevano la chiusura del settimanale da tempo", ha sottolineato Li. Oggi il portavoce del ministero degli esteri Qin Gang, durante un normale briefing ha difeso la chiusura del "Freezing Point" affermando che "il saggio dello storico avrebbe non solo distorto i reali fatti storici, ma soprattutto avrebbe gravemente ferito il sentimento patriottico del popolo cinese danneggiando, così, anche l’immagine del "China Youth daily".

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