Sacche disagio Economie Occidentali vs Paesi Emergenti Asiatici

Più volte ho studiato, scritto anche articoli, fatto interviste, per comprendere le ricadute del progresso e della globalizzazione sull’uomo e sulle imprese occidentali, i cosiddetti Paesi con economie mature in contrapposizione  ai Paesi Emergenti dell’Asia leader della globalizzazione.  Oltre alle opportunità, ho analizzato, visto subire gli effetti negativi delle minacce che si contrappongono alle prime. Le principali minacce dell’ambiente esterno sono il Market Dynamics cioè la velocità dei processi tecnologici che, non è solo una opportunità ma anche una temibile minaccia per la società, unitamente alla resistenza ai cambiamenti da parte dell’uomo e delle imprese e poi c’è il grande rischio dell’insuccesso che riguarda tutti e tutti i settori, preludio ai cambiamenti dello status sociale dei ceti medi verso la povertà.

E’ una grande epidemia che sta imperversando nei Paesi Occidentali e quindi tocca in maniera molto forte l’Italia, problema a lungo sottovalutato da tutti anche dalla classe politica onestamente ammesso dal neo Primo Ministro Gentiloni, nel suo primo discorso al Senato.  Il presidente del Consiglio, nella parte centrale dell’intervento, spiega agli Italiani e per la prima volta la contraddittorietà del contesto in cui siamo e in cui sviluppo, progresso, modernizzazione convivono con sacche di disagio.

Il tema del disagio, dice il Primo Ministro, che oggi si accompagna con gli sviluppi ed i progressi della modernità, siamo contemporaneamente in uno dei momenti più felici dei progressi tecnologici e scientifici dell’umanità. Eppure, di fronte a questa straordinaria evoluzione della modernità, in particolare nelle società occidentali, libere, avanzate, c’è un problema crescente di disagio in alcuni strati e fasce sociali, sono in particolare le fasce più deboli e più povere del ceto medio che stanno sentendo in modo particolare e pesantissimo le conseguenze di questi fatti positivi, del fatto che il mondo è più aperto, del fatto che l’evoluzione tecnologica è più forte, se qualcuno pensava a questo mondo più aperto ed a questa evoluzione tecnologica più forte come ad una sorta di un nuovo “Ballon Excelsior” e lo abbiamo pensato in molti, negli ultimi dieci, quindici anni, si sbagliava di grosso. Certamente c’è uno straordinario progresso ma ci sono le difficoltà, il disagio, i perdenti di questo processo. E a chi a questo processo tiene, cioè a chi è innamorato della società aperta, del commercio internazionale, dell’apertura e non dei muri e dei confini, a chi crede in questi valori spetta in modo particolare porsi il problema di chi da questi grandi progressi invece è colpito, (il Presidente penso che si riferisse in particolare ai nuovi poveri cioè, ceto medio, lavoratori autonomi, Pmi, ecc. che nel proseguo del discorso chiamerà “sacche di disagio”), subisce conseguenze pesanti addirittura vive peggioramenti della propria situazione. Secondo il Centro Studi di Confindustria, c’è più crescita di quanto si prevedeva, minore disoccupazione e quindi dati macro economici incoraggianti che fanno vedere che l’Italia si è rimessa in moto, che in Italia in Europa c’è un segno di ripresa ma al tempo stesso anche i dati della povertà sono in aumento. Quindi, ci dobbiamo rendere conto di questa contraddittorietà del contesto in cui siamo e in cui sviluppo, progresso, modernizzazione convivono con sacche di disagio che è compito della politica e del governo affrontare con risposte credili”.

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