Scossone politico in Giappone: Abe annuncia le proprie dimissioni

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12 Settembre 2007

TOKYO, DAL NOSTRO CORRISPONDENTE: La necessità di portare avanti le riforme e il senso di responsabilità verso gli elettori e gli impegni presi con loro, queste le motivazioni con le quali, la sera del 29 luglio scorso, uno sconfitto Shinzo Abe giustificava la ferma intenzione di non dimettersi dalla propria carica.

Sollecitate al tempo anche da alcuni settori del Partito Liberal-Democratico, dopo nemmeno due mesi dal giorno di quelle elezioni, sembra proprio che Shinzo Abe abbia cambiato idea.

Solo poche settimane fa, un quasi completo cambio della guardia nella compagine ministeriale sembrava confermare l’intenzione del Premier di andare avanti e di rilanciare la propria immagine e quella del suo governo, ed è anche per questo motivo che l’annuncio odierno ha lasciato tutti, maggioranza e opposizione, a bocca aperta.

Molti nelle file del PLD non nascondono una certa irritazione, chiedendosi perchè proprio adesso e perchè così all’improvviso.

Dall’altra parte, le forze dell’opposizione, pur comunque ammettendo di essere rimaste spiazzate dall’annuncio, interpretano la decisione del Primo Ministro come la naturale conseguenza delle elezioni di luglio e dello stallo politico che ne è seguito, con una Camera controllata dalla maggioranza ed una dall’opposizione.

L’origine della decisione di Abe si può far risalire alla presa di coscienza da parte del Premier della difficoltà, se non dell’impossibilità, di riuscire ad approvare l’estensione di una piccola ma importante legge, ereditata dal suo predecessore Koizumi.

Si tratta della legge che permette alle Forze di Autodifesa (il "non-esercito" giapponese) di assistere con funzioni logistiche, in particolare di rifornimento di carburante, le forze statunitensi impegnate nella "lotta al terrore" nell’Oceano Indiano.

La legge approvata da Koizumi e che consente tutto ciò, ha scadenza biennale, e quindi ogni due anni la Dieta è obbligata a ri-approvarla per permettere alle FAD di continuare nella propria azione.

La prossima scadenza porta la data del primo novembre 2007 e, con la situazione parlamentare che abbiamo descritto sopra, le possibilità per il Premier di prolungare di altri due anni la permanenza delle FAD nell’Oceano Indiano sono davvero minime per non dire nulle.

Tanto più che nei giorni scorsi il Presidente del Partito Democratico, Ichiro Ozawa, aveva annunciato la ferma intenzione del suo partito, condivisa peraltro anche degli altri gruppi di opposizione, di non voler scendere a compromessi e che quindi il suo PD avrebbe votato contro, impedendo de facto l’approvazione.

Abe aveva invitato Ozawa a dei colloqui per cercare di trovare un accordo sulla questione, ma il fermo rifiuto di quest’ultimo deve aver convinto Abe dell’impossibilità di trovare una soluzione di compromesso.

Il peso dei continui scandali, una popolarità in calo costante, la pesante sconfitta di luglio, e per finire l’impossibilità di rinnovare quest’ultima legge.

Tutti questi elementi, sommati, servono a dare l’idea delle difficoltà che Shinzo Abe si è trovato ad affrontare e quindi delle motivazioni di questa sua ultima e definitiva decisione, annunciata in un piovoso pomeriggio di settembre.

La vita politica e quella del PLD devono comunque andare avanti, e il Segretario Generale del PLD ed ex-Ministro degli Esteri Taro Aso ha annunciato per il 19 settembre l’elezione interna che dovrà scegliere il successore di Abe nella sua carica di Presidente del Partito.

Gigi Boccasile