E se la Terra Santa fosse in Giappone?

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17 Dicembre 2006

SHINGO: In questo periodo vanno un po’ di moda le teorie, più o meno bizzarre, che cercano di gettare nuova luce sulla vita di Gesù Cristo e che esulano da quella descritta e secolarizzata dalle Sacre Scritture. Questa volta Dan Brown e Leonardo Da Vinci non c’entrano.

Il Paese del Sol Levante ci ha sempre abituati a fare della fantasia uno dei propri prodotti da esportazione di maggior successo, come manga e cartoni animati, ma in questo caso non siamo di fronte ai soliti robottoni o liceali vestite alla marinaretta che salvano il mondo. La faccenda ora si fa più seria e parte da una storia tramandata in Giappone con il nome di "Leggenda di Daitenku Taro Jurai" o " leggenda di Kirisuto".

Nel nord del Giappone, nella prefettura di Aomori, a diverse migliaia di chilometri dalla Palestina Biblica, esiste un paese di nome Shingo, il cui vecchio nome era Herai. In questo villaggio, ancora oggi, c’è un tumulo sulla cui sommità è stata eretta una croce: secondo la tradizione altro non è che la tomba di Gesù.

La leggenda narra con dovizia di particolari che Gesù, all’età di 21 anni. si trasferì in Giappone dove imparò la lingua e dove studiò l’antico Scintoismo per 10 anni. Tornò poi in Giudea per insegnare questa dottrina considerata però troppo rivoluzionaria dal clero ebraico e pertanto venne catturato dai romani. Non fu però lui a morire crocefisso, bensì suo fratello Isukiri che volontariamente si sacrificò per salvarlo.

All’età di 37 anni e dopo mille peripezie attraverso la Siberia, Gesù tornò in Giappone dove prese il nome di Daitenku Taro Jurai e sposò una donna di nome Miyuko. Visse fino all’età di 106 anni e fu appunto sepolto nei pressi del villaggio di Shingo. In una seconda tomba, sempre secondo la leggenda, riposerebbero i resti di suo fratello Isukiri, che vennero recuperati dopo la crocifissione e portati in Giappone.

I residenti, naturalmente, non hanno dubbi sull’autenticità della storia e su di essa hanno costruito una serie di attività commerciali tra le quali un museo e vari negozi. Il sito è visitato da circa 40.000 turisti giapponesi ogni anno.

Tra i molti indizi che proverebbero la veridicità dei fatti c’è l’esempio degli antichi Kimono indossati dagli abitanti della zona e sui quali venivano disegnata una stella di Davide.

Inoltre, nel 1935 un prete di Ibaraki trovò un documento in giapponese antico – sarebbe addirittura il testamento di Gesù – nel quale viene indicato proprio Shingo come il luogo di sepoltura.

Il terreno dove sorgono le tombe appartiene a Sajiro Sawaguchi, un anziano di circa 80 anni, che si considera il diretto discendente del "Figlio di Dio".

Per sorridere o per suggerire nuovi sentieri di pellegrinaggio, a questo punto altro non rimane che darci appuntamento alla prossima leggenda, sperando che quanto meno rimanga entro i limiti del nostro pianeta.

Angelo Toscano