Segnali positivi nei rapporti Cina-Vaticano

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27 Marzo 2006

PECHINO: Qualcosa si sta muovendo nei rapporti tra la Cina e il Vaticano e sembra che i tempi siano ormai maturi per il disgelo. Il Vaticano è cautamente ottimista circa la ripresa dei contatti informali tra Santa Sede e Pechino, ha riferito ieri il ministro degli Esteri vaticano Giovanni Lajolo, ricordando il grande desiderio di Papa Benedetto XVI di andare a Pechino e indicando come data probabile del suo viaggio il 2008. Il 2008, infatti, potrebbe rivelarsi l’occasione ideale per un riallacciamento delle relazioni diplomatiche con Roma, poiché contribuirebbe a favorire l’immagine internazionale della Cina alla vigilia delle Olimpiadi. Il neocardinale di Hong Kong, Joseph Zen rileva che non c’e’ stata una reazione del tutto negativa da parte di Pechino alla sua nomina da parte del Papa. Già lo scorso autunno, in occasione del sinodo dei vescovi, Zen aveva confermato che Chiesa patriottica (controllata dal governo) e Chiesa clandestina (fedele al Papa) sono ormai unificate e che il Papa ha legittimato quasi tutti i vescovi patriottici. Sanata la frattura tra le due Chiese in Cina, ora non resta che la "normalizzazione" dei rapporti Cina-Vaticano da parte del Governo cinese, ha riferito ieri Zen che ha sottolineato "le Olimpiadi potrebbero essere l’occasione giusta, data la forte preoccupazione della Cina per l’immagine che vorrà trasmettere al mondo anche per ciò che concerne i diritti umani e la libertà religiosa." A parte la questione delle nomine episcopali, su cui Pechino continua ad avanzare le sue pretese, altro ostacolo alla normalizzazione per il Governo cinese resta l’esistenza della sede diplomatica vaticana a Taiwan. Il Vaticano ricorda, comunque, che la sede di Taipei è successiva alla rivoluzione e che può essere spostata a Pechino in qualsiasi momento. Ieri il Cardinale Zen ha celebrato la messa insieme ai preti della Cina continentale presso l’Università Salesiana, dove ha studiato in passato. "Dei cambiamenti nelle relazioni Cina-Vaticano sono ormai imminenti, tuttavia Pechino ha ancora bisogno di essere convinta che la Santa Sede non costituisce una minaccia per la stabilità dello Stato", hanno riferito ieri alcuni capi della comunità romana di Sant’Egidio al "South China Morning Post", noto quotidiano di Hong Kong. Fondato nel 1968, il gruppo di accademici e attivisti di Sant’Egidio è stato il primo a cercare di ripristinare i rapporti fra Santa Sede e Pechino all’inizio degli anni’90.

Ylenia Rosati

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