Shaolinsi:antico luogo sacro di meditazione o nuovo fenomeno culturale?

18 Febbraio 2006

PECHINO: i monaci di Shaolin sono oggi alla Fiera di Berlino per "pubblicizzare" il Gongfu dei famosi templi. Shaolin pare non sia più solo il luogo sacro del Gongfu, ma anche il nuovo fenomeno culturale.

Ogni anno le rendite proveniente dalle visite turistiche superano i 10 milioni di sterline, somma paragonabile agli incassi dei parchi di divertimento Disney, ma cosa significa questo per Shaolin? Propagazione dell’antica filosofia e arte marziale o volgare commercializzazione? E’ questo l’enigma che affligge molti letterati e filosofi della Cina contemporanea.

Alla fine degli anni ’70, i templi di Shaolin hanno aperto le porte al turismo. I primi sono stati i giapponesi e i coreani, quindi europei e americani, sempre più affascinati dalle antiche correnti di pensiero orientali. In quell’anno Shaolin ha accolto oltre 20 gruppi turistici. Nel 1987 iniziarono anche le rappresentazioni di gongfu, attirando turisti da oltre 60 paesi.

Dal 1996 i monaci del luogo hanno dato vita ad un sito web in inglese sull’arte, la storia e le filosofie del gongfu.

Un processo rapido, forse troppo per chi crede che i sacri valori dell’equilibrio fra corpo e spirito vadano assorbiti nella pace e nel silenzio, non a caso la leggenda vuole che il primo famoso monaco indiano Pu Ti Da Mo, trascorse nove anni immobile in meditazione nella foresta di Shaolin prima di iniziare diffondere la filosofia di quest’arte marziale.

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