Shen Xiaotong: l’arte contemporanea punta lo sguardo oltre la Cina

19 Ottobre 2006

SHANGHAI: Shen Xiotong disegna grandi visi in primo piano, che catturano lo sguardo dei visitatori. I visi sono asiatici, di colore giallo, coperti di gocce d’acqua e con occhi blu dall’espressione intensa e vagamente alienata. La quasi totale assenza di paesaggio illumina questi personaggi, da soli o a gruppetti, come sorpresi in un proprio spazio lontano dal mondo reale.

I quadri di Shen Xiaotong sono esposti dal 15 ottobre al 12 novembre nella galleria Shine Art Space, aperta un anno fa a Shanghai dal medico taiwanese Wu Yin Chang, appassionato collezionista d’arte cinese.

In molti hanno cominciato a investire nel mercato dell’arte contemporanea cinese, che sta già attirando l’attenzione internazionale per le sue enormi potenzialità di sviluppo.

Corriere Asia: Perché i Suoi quadri sono venduti soprattutto all’estero?

Shen Xiaotong: Perché hanno uno stile pulito e rispecchiano un’idea della Cina che incontra il gusto e le aspettative degli occidentali. I miei personaggi sono tipicamente cinesi, nell’attitudine e nell’espressione. Attirano lo sguardo e incantano per l’aria di mistero e innocenza inquieta che trasmettono.

Corriere Asia: Da cosa deriva tanta inquietudine?

Shen Xiaotong: L’inquietudine deriva dallo spessore degli ultimi cento anni di storia, che ci hanno posto in bilico fra una cultura ricca di tradizioni e la necessità di sopravvivere ai ritmi frenetici di oggi. Le riflessioni che noi cinesi siamo già portati a fare per cultura, diventano ancora più complesse nella società moderna. Ne deriva un’espressione assorta, che rivela però allo stesso tempo curiosità verso le nuove occasioni di crescita.

Corriere sia: Tale espressione non si può definire "triste"?

Shen Xiaotong: No, perché viviamo in un’epoca d’ottimismo. Nonostante le difficoltà, stiamo correndo verso il futuro. I miei personaggi rispecchiano la volontà d’innovazione nella capacità di purificarsi — rappresentata dalle gocce d’acqua — dalla esperienze negative.

Corriere Asia: Come giudica gli artisti che rappresentano la Cina odierna con opere provocative?

Shen Xiaotong: L’arte contemporanea cinese è agli albori di un grande sviluppo, c’è spazio per tutti e le strade sono molteplici, ma credo che un artista si possa definire tale quando le sue opere perdurano nel tempo. I miei quadri non rappresentano un momento della mia vita, ma la mia personalità. Saranno dunque gli anni a giudicare.

Corriere Asia: Anche gli incassi?

Shen Xiaotong: Purtroppo in Cina gli artisti contemporanei vengono spesso valutati con il metro "vende benissimo", piuttosto che "dipinge bene". Io voglio essere ricordato per la bellezza delle mie opere.

Corriere Asia: Si reca spesso all’estero?

Shen Xiaotong: Vado tutti gli anni negli Stati Uniti e ho fatto viaggi in Europa e in Sud America. Molti musei stranieri hanno acquistato le mie opere, soprattutto in Europa.

Corriere Asia: Cosa pensa dei cinesi che imitano i capolavori occidentali?

Shen Xiaotong: Penso che l’arte rispecchi la natura dell’artista. Per questo non mi preoccupo di definire un’opera "occidentale" o "cinese", io ad esempio non potrei mai scolpire bene un Michelangelo, perché non mi appartenere. Ogni artista è il prodotto della propria cultura, e solo la storia potrà dimostrarlo.

Marzia De Giuli