Singapore, fase altalenante per il mercato azionario

14 Settembre 2007

Chiusura in leggero ribasso per la piazza di Singapore nella seduta di giovedì, segnata dal permanere dei timori relativi alla solidità dell’economia statunitense e alle conseguenti negative performance di Wall Street nei giorni scorsi. A giudizio degli analisti, gli investitori sono in attesa di valutare gli sviluppi dell’imminente riunione della Federal Reserve, prevista per la prossima settimana, in occasione della quale la banca centrale valuterà l’opportunità di ridurre o meno i tassi di interesse.

Giovedì lo Straits Times Index è sceso di 1,69 punti assestandosi a quota 3504,40; nella seduta hanno fatto segnare brillanti rialzi sia Singapore Airlines che Singapore Telecommunications, mentre in forte ribasso sono andati i titoli bancari, con DBS Group in particolare che ha perso 0,40S$.

Già in avvio di settimana la borsa di Singapore aveva chiuso con un pesante ribasso (- 1,35%), legato in particolare alla diffusione dei dati macroeconomici statunitensi che lasciavano intravedere la possibilità di una recessione per l’economia USA. Diversi analisti ritengono che il rallentamento della crescita americana continuerà a produrre i propri effetti sulle piazze azionarie ancora nelle prossime settimane, nonostante la ventilata riduzione del costo del denaro da parte delle autorità americane. Un rapporto diffuso in giornata dalla società di investimenti Phillips Securities ha consolidato questa diffusa percezione. Lunedì perdite pesanti sono state registrate dal comparto bancario con DBS Group e United Overseas Bank che hanno perso, rispettivamente, 0,40S$ e 0,30S$.

Il mercato azionario di Singapore ha comunque dimostrato una certa reattività nelle successive sedute di martedi e mercoledi che hanno fatto segnare leggeri rialzi (+0,11% e + 0,45%) nonostante il valore record raggiunto dal prezzo del petrolio, ormai assestatosi intorno alla quota di 80 dollari al barile. Secondo un rapporto diffuso dalla società di analisi CIMB-GK, la crescita di Singapore potrebbe essere impattata significativamente da un eccessivo rialzo del prezzo del greggio, ma per il momento la solidità economica della piccola città-stato non appare affatto compromessa.

Si avverte inevitabilmente un clima di maggiore cautela, tuttavia l’ambiente finanziario non sembra certo incline al pessimismo. Sembrano indubbiamente lontanissimi nel tempo i periodi di euforia che avevano caratterizzato l’andamento del mercato azionario locale non più di due mesi fa, ma tale fase altalenante non è oggi vista da tutti come necessariamente negativa, in quanto un periodo di raffreddamento e di consolidamento veniva su più fronti ritenuto fisiologico e sotto molti profili indispensabile per mantenere in equilibrio l’andamento del mercato.

Fabio Grandin

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