Singapore: “nuovo casinò non sarà mai la nuova Las Vegas”

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18 Luglio 2006

SINGAPORE: Calma e tranquilla, è esattamente così che Emmanuel Robin Tan vuole la sua città, perciò non vede di buon occhio l’apertura del primo casinò a Marina Bay.

"Trasformerà Singapore in un paradiso dell’azzardo. Ci sarà solo più crimine e più gente indebitata come a Macao", dichiara Emmanuel che lavora poco lontano dal sito dove sorgerà il resort più costoso del mondo.

Las Vegas Sands, la maggiore società di casinò mondiale, sta finalizzando il progetto per il suo Marina Bay Sands resort casinò, per il valore di 3.6 miliardi di dollari. Sands, che ha battuto gli altri contendenti in lizza per aggiudicarsi il diritto sul casinò, inizierà i lavori di costruzione già quest’anno, per terminare il tutto entro il 2009.

L’ambizioso progetto è un marcia indietro rispetto al divieto in vigore dieci anni fa a Singapore. Il fatto che il casinò significhi l’assunzione di 10mila persone e 20mila nuovi posti di lavoro in altri settori non è però bastato a convincere i più critici. Circa 30mila singaporesi hanno infatti siglato l’anno scorso una petizione contro il casinò, preoccupati dei problemi sociali che potrebbero derivarne.

"Il problema non è religioso. Il casinò porterà sicuramente benefici al governo, ma non è socialmente ‘sano’. I ricchi saranno sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri".

Una mossa per scoraggiare l’afflusso al casinò sarà l’applicazione di un tassa d’entrata, pari a 100 dollari singaporesi (489 dollari americani) o una tassa d’iscrizione annuale di 2.000 dollari singaporesi.

Il numero crescente di giocatori di azzardo aiuterà anche l’ente turistico di Singapore a raggiungere il suo obiettivo, ovvero raddoppiare i suoi visitatori annuali fino a quota 17 milioni, triplicando le loro spese a 30 miliardi di dollari singaporesi entro il 2015.

L’industria dell’azzardo legalizzato in Asia è già valutata circa 14 miliardi l’anno, con i turisti cinesi al primo posto. Tuttavia, anche Corea del Sud, Filippine e Vietnam progettano l’espansione dei loro casinò, e Giappone, Taiwan e Thailandia stanno discutendo sulla sua legalizzazione.

Ma i singaporesi non sono nuovi all’azzardo, anche se finora si è trattato più che altro di scommesse alle corse.

Tan non è però convinto. "Sarebbe stato meglio un bel parco a tema. Su 10 che andranno al casinò 9 perderanno i loro soldi. Perché allora non costruire una nostra Disneyland?", si chiede e aggiunge "A Las Vegas hanno anche altri show aggiuntivi, come gli striptease, cose finora impensabili a Singapore. È per questo che non potrà mai essere la nuova Las Vegas."

Ylenia Rosati