Società americana rivela “la chiave di accesso” ai siti web censurati

a cura di:

Archiviato in: in
28 Febbraio 2006

Pechino: Una società americana, la Dynamic Internet Technology, ha rivelato in questi giorni di conoscere il modo di aggirare la censura cinese online di alcune tematiche "scottanti" quali i diritti umani, la religione e le proteste nelle campagne. La rivelazione della Dynamic Internet Technology, che ha la propria sede nel North Carolina, ha attirato subito l’attenzione internazionale. Lo scorso mese i responsabili dei giganti Google, Yahoo, Microsoft e Cisco erano stati costretti a partecipare ad un incontro del Congresso americano per valutare il loro atteggiamento, giudicato troppo ubbidiente verso la Cina.

Yahoo, Microsoft, Cisco e Google sono state accusate di aver aiutato il Governo cinese ad oscurare siti democratici e a filtrare informazioni sul web eliminando dai motori di ricerca tematiche giudicate pericolose da Pechino. Durante l’incontro organizzato dal Congresso americano era però emerso che molti cinesi erano riusciti in qualche modo ad aggirare la censura. "Non abbiamo fatto nulla di nuovo", afferma Bill Xia, un cinese che ha scoperto la Dynamic Internet Technology nel 2001. "Ho sentito il bisogno di far sì che la gente conoscesse le vere notizie, quelle non censurate", sottolinea Xia.

Nel febbraio del 2002 la compagnia americana iniziò un progetto pilota in collaborazione con il Goverrno americano, inizialmente non pubblicizzato sul suo sito web. Il mese successivo, Xia rivelò l’esistenza di questo strumento che permette di aggirare I filtri della censura cinese. Ogni giorno la compagnia invia email a milioni di internauti cinesi in cui segnala I collegamenti alle pagine web che trattano di diritti umani in Cina, come Voice of America e Radio Free Asia. Non appena gli utenti si accorgono del controllo del Governo, il sito "scompare", si chiude automaticamente, come successe durante il periodo iniziale dello scoppio della Sars. In tre anni la Commissione che supervisiona la VOA e RFA ha investito circa 2 milioni di dollari in questo servizio di email.