Le società cinesi scoprono l’importanza della globalizzazione

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5 Luglio 2006

SHANGHAI: Le società cinesi, inclusi i grossi operatori di telefonia mobile e i giganti petroliferi locali, stanno scoprendo l’importanza della ‘globalizzazione’, per espandere i loro business e cercare nuove opportunità sul mercato internazionale.

Le prime ad accorgersene sono state soprattutto le società cinesi IT, quali Lenovo Group Ltd, Huawei Technologies Co Ltd, China Mobile e TCL Corp.

Lenovo, numero uno nella produzione di personal computer, ha speso 1.25 miliardi di dollari per l’acquisto di unità pc dell’International Business Machines Corp due anni fa, per poi diventare il terzo maggiore produttore di pc al mondo con un market share di oltre il 7%.

China Mobile, numero uno della telefonia mobile cinese, ha offerto 5.3 miliardi di dollari per l’acquisto dell’operatore globale Millicom.

Huawei e ZTE Corp, entrambi leader nella produzione di attrezzature per le telecomunicazioni, stanno investendo annualmente nella ricerca e lo sviluppo, vendendo i loro prodotti ad 1/3 o alla metà del prezzo medio internazionale.

E’ stato così che società come queste hanno fatto sentire la loro presenza a livello globale costringendo giganti quali Nokia, Siemens ed Ericsson a dimezzare i loro costi.

Oltre alle tecniche dell’acquisizione diretta e dell’auto-innovazione, un altro modo per le società cinesi locali di globalizzarsi sono le esportazioni su larga scala, sfruttando i bassi costi della manodopera.

Un esempio in questo senso è Ningbo Bird Co, ora leader del settore della telefonia, che ha esportato 2.8 milioni di telefoni nei primi 5 mesi di quest’anno contro i 1.9 milioni di un anno fa.

Le autorità sono comunque scettiche circa la possibilità di acquisizioni dirette di società straniere da parte di gruppi cinesi, per il peso dei costi di promozione e pubblicità e i problemi di incomprensione linguistica e culturale.

Per non parlare di ostacoli di natura politica, come nel caso di China National Offshore Oil Corp e del suo fallimento nell’acquisto dell’americana Unocal.

I governi americani si rifiutano di usare i prodotti della Lenovo perché preoccupati del rispetto delle norme di "sicurezza nazionale". A ciò si aggiunge anche la sfida dell’aumento dei costi della manodopera e di un peggioramento nell’immagine dei brand cinesi, accusati di scarsa qualità.

Le società cinesi devono investire di più nell’innovazione dei prodotti, nella ricerca e nei talenti internazionali, che devono possedere una visione globale, ma conoscere il mercato locale.

Ylenia Rosati

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