Società giapponesi affittano terreni agricoli nello Shandong

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3 Giugno 2006

PECHINO: Tre società giapponesi, incluse due citate dal Fortune Magazine, hanno congiuntamente affittato 100 ettari di terra agricola, nella zona orientale della provincia cinese dello Shandong, diventando così i primi investitori stranieri in Cina nel comparto agricolo.

Le tre società sono, la produttrice leader di birra in Giappone, Asahi Breweries, e le due società presenti nella lista di Fortune, Itochu Trading Corp. e Sumitomo Chemical Co.

Il prezzo annuale per l’affitto di un ettaro sarà di 12.000 yuan (1.500 dollari USA).

All’ufficio locale del Ministero per l’Industria e il Commercio cinese, la nuova join-venture è registrata come Shandong Asahi Green Source High-Tech Farm Co.

Masaya Inui, uno dei manager, ha dichiarato che il totale degli investimenti potrebbe raggiungere i 18 milioni di dollari USA, se le tre società riuscissero ad espandere il business su un’area di 300 ettari nei prossimi anni. Il contratto d’affitto del terreno agricolo, ha una durata di 50 anni, ed è stato stabilito che nei primi 4 anni verranno prodotte fragole e verdure.

Inui, ha inoltre precisato che spera di vendere il 99% della produzione in Cina ed esportare un 1% alla Corea del Sud. Gli operai saranno assunti in loco.

Lo scopo, non è solo la volontà di iniziare a penetrare nel mercato alimentare cinese, ma anche quello di introdurre metodi di produzione avanzata, attraverso l’uso di sistemi ad alta tecnologia, come quelli di controllo della temperatura e dell’umidità nelle serre. Verranno inoltre usati metodi che rispettino l’ambiente: l’utilizzo di escrementi animali come fertilizzante e del metano, una delle fonti di energia più pulite al mondo, per il riscaldamento delle serre, saranno tra questi.

I contadini locali, hanno accolto la notizia del progetto in maniera positiva, sperando che contribuisca all’innalzamento del tenore di vita nella regione.

Dong Zhongzheng, uno degli agricoltori locali, ha affittato 5 mu di terra (0.33 ettari) alla joint-venture, ad un costo di 880 yuan per mu. ‘Con un incremento annuale di 200 yuan, potrei riuscire a guadagnare 110.000 yuan (13.750 dollari USA), nei prossimi 20 anni’, ha detto. Oltremodo Dong, lavorerà nell’azienda come guardiano: ‘guadagnerò 30 yuan (3.75 dollari USA) per 8 ore di lavoro giornaliero’, ha continuato, e ‘forse imparerò anche a usare il computer’, ha concluso.

Liu Hongjiun, dell’Istituto Cinese per le Relazioni internazionali, ha tenuto a precisare, che sebbene la Cina, sia uno dei paesi che attrae più investimenti a livello mondiale, non ne abbia invece nel comparto agricolo, e ha sottolineato come oltremodo i giapponesi possedendo una tecnologia molto avanzata nel settore, siano i benvenuti.

Se l’esperimento a Laiyang avesse successo, potrebbe allargarsi ad altre aree del paese hanno dichiarato sia i menagers giapponesi, che le autorità locali. In questo modo si sfiderebbe il tradizionale metodo di produzione agricola cinese, che prevede ancora, in particolare nelle regioni interne, sistemi di conduzione familiare.

Marianna Sacchini

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