“Solo con gli occhi” – Wataya Risa: Viaggio nella solitudine adolescenziale

a cura di:

Archiviato in: in
"Solo con gli occhi" – Wataya Risa: Viaggio nella solitudine adolescenziale

19 Giugno 2007

WATAYA RISA — SOLO CON GLI OCCHI — EINAUDI

Traduzione di Antonietta Pastore

pp. 126

Euro: 9.00

ISBN: 978-88-06-17986-1

Titolo originale: Keritai Senapa

"La solitudine grida. Un grido che si leva alto e continua a risuonare come una campanella, al punto da farmi male alle orecchie, da serrarmi il cuore, e per impedire che i miei compagni lo sentano, mi metto a stracciare fogli di carta. In lunghe, lunghissime strisce. Il fastidioso rumore della carta strappata sovrasta quello della solitudine"

Wataya Risa apre con queste parole il suo secondo romanzo, pubblicato in Italia da Einaudi, la cui narrazione si sviluppa intorno al tema della solitudine.

Arthur Schopenhauer diceva che "All’uomo intellettualmente dotato la solitudine offre due vantaggi: prima di tutto quello di essere se stesso e, in secondo luogo, quello di non essere con gli atri". Ed è proprio così che, apparentemente, la protagonista di questo libro, vive la sua condizione di non integrazione con i compagni di classe.

Hatsu è un’adolescente, al primo anno di liceo, che si trova a dover affrontare il passaggio dalle scuole medie alle superiori. Da una parte rifiuta di dover cambiare se stessa per poter essere accettata dal gruppo. Contemporaneamente, però, si sente sempre più sola e non accetta questa sua esclusione. "Io detesto essere esclusa, ma odio ancora di più far parte di un gruppo. Appena ne diventi membro ti devi adeguare agli altri, è un comportamento che non porta a nulla". Così, trascorre le proprie giornate da sola, fino a quando incontra Ninagawa, un compagno che, come lei, è escluso dal resto della classe e che vive in adorazione di Oli-Chan, una diva dello spettacolo.

Quella che si istaura tra i due è una relazione a metà tra amore e intolleranza. Hatsu lo osserva, lo scruta, lo squadra, ma è "solo con gli occhi" che riesce a entrare in contatto con Ninagawa, vorrebbe "dargli un calcio" (come dice il titolo originale) per farlo uscire dal suo mondo di sola adorazione per Oli-chan, ma non ci riesce e la loro storia alla fine non evolve, non giunge a nulla.

Il libro si sviluppa, quindi, tutto intorno al tema della solitudine, dell’esclusione e della non integrazione, attraverso un lessico ed uno stile fresco, semplice, diretto, che si snoda scorrevole sino alla fine. Il tema della solitudine e dell’isolamento non è nuovo all’autrice, che già nel suo primo romanzo ci aveva fatto conoscere il desiderio della protagonista Asako di sparire, di isolarsi. Di Asako ritroviamo in Hatsu la sfrontatezza e il bisogno di trovare una "nuova identità" in una fase critica della vita di ogni adolescente.

Wataya Risa è una scrittrice giapponese di 22 anni. Ha debuttato a soli 17 anni con il libro Install, con il quale ha vinto il premio Bungei nel 2001. Solo con gli occhi è il suo secondo romanzo.

Daniela Ingrosso