Speciale Cina: politiche e accordi nel programma energetico

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PECHINO: Iniziamo con introdurre, su richiesta di molti lettori, una riflessione aggiornata e puntuale sulla issue "programma energetico" in Cina. Affronteremo la tematica in una prospettiva che ripercorre sistematicamente l’evoluzione dell’approccio governativo, degli enti di ricerca e delle istituzioni collegate a Pechino e coinvolte nel programma di sviluppo e approvvigionamento energetico.  Partiremo con l’elencare puntualmente quelle che sono state le tappe affrontate nell’ultimo decennio soprattutto in tema di energie rinnovabili per poi esaminare le importanti questioni sollevate dall’Accademia delle Scienze all’interno di un documento programmatico sviluppato nel corso dell’ultimo anno, pertanto estremamente aggiornato. L’analisi è stata redatta per Corriere Asia in collaborazione con Asian Studies Group, associazione multidisciplinare nonché centro di formazione e ricerca specializzato.

Il percorso strutturale del programma energia in Cina

Negli ultimi anni la Cina ha iniziato a sensibilizzarsi al tema della conservazione energetica, dell’utilizzo di fonti di energia rinnovabili e della tutela ambientale. Questi sforzi sono sistematizzati in una serie di piani/programmi a medio-lungo termine. Di seguito le tappe più importanti degli ultimi dieci anni.

  • Nel 2000 è stato avviato il "Programma di cooperazione Italia-Cina per la protezione ambientale", il primo del genere realizzato da un paese industrializzato con la Cina.
  • Nel 2004 le bozze 2004-2020 del Piano Cinese di Sviluppo Energetico a medio e lungo termine (abbozzo) sono state approvate dal Consiglio di Stato. Nello stesso anno la Commissione di Riforma e di Sviluppo Nazionale ha inaugurato il primo Piano Cinese di Conservazione Energetica a medio e lungo termine. 
  • Nell’agosto 2005 il Consiglio di Stato ha emesso la Notifica di priorità immediata per la creazione di una Società finalizzata alla Conservazione. Ha emesso anche le Bozze per sollecitare lo sviluppo della Circular Economy (“economia circolare”, ossia economia integrata dell’industria e dei sevizi). Nel dicembre 2005 il Consiglio di Stato ha emesso le Disposizioni provvisorie per la promozione della riconversione industriale e il Potenziamento della Protezione Ambientale attraverso l’applicazione dell’Approccio Scientifico dello Sviluppo.
  • Nell’agosto 2006, il Consiglio di Stato ha emesso la Decisione di Consolidamento della Conservazione dell’energia. 
  • Nel dicembre 2007, il Consiglio di Stato cinese ha emesso il "Libro bianco sullo status quo e sulle politiche energetiche", che illustra in modo completo le politiche energetiche del Paese e propone con chiarezza la cooperazione internazionale nello "sviluppo e utilizzo delle energie" e nella "ricerca e diffusione delle tecnologie d’avanguardia". 
  • Nel novembre 2009 il governo cinese ha fatto la solenne promessa che entro il 2020, il 15% del consumo nazionale di energia primaria proverrà da risorse non fossili e il consumo energetico per unità di Pil si ridurrà del 40-45%. Quest’impegno è stato sottolineato anche dal Premier Wen Jiabao, durante la conferenza annuale di routine dell’Assemblea Popolare Nazionale Cinese.

Gli accordi internazionali siglati sul tema energetico

La Cina è stata teatro di una serie di convegni, organizzati dall’Ambasciata d’Italia in Cina e la Cooperazione Italiana dedicati alla protezione ambientale ed alle tecnologie verdi all’interno della settimana “greening the future” e nell’anno internazionale della biodiversità, dichiarato dall’ONU.
Il governo cinese è stato impegnato, in questi mesi, nella sigla di vari accordi: il presidente russo Dimitri Medvedev e il presidente cinese Hu Jintao hanno siglato accordi di cooperazione nei settori energetico e finanziario e della produzione di risorse marine; il ministero russo dell’energia e la Commissione di Stato cinese per lo sviluppo e le riforme hanno firmato un protocollo d’intesa per l’utilizzo delle fonti di energia rinnovabile e, in occasione del 60esimo anniversario della ripresa delle relazioni bilaterali tra Mosca e Pechino (il 13 ottobre), Putin e il premier cinese Wen Jiabao hanno firmato numerosi accordi in ambito militare, commerciale e, soprattutto, energetico. In quest’ultimo ambito, particolare rilievo riveste l’accordo quadro che disciplina l’esportazione di gas dalla Russia siberiana, la costruzione di nuove gasdotti da rendersi operativi tra il 2014 e il 2015 e di una raffineria comune che dovrebbe lavorare il petrolio che, in base ad un accordo ventennale, arriverà dalla Siberia sulle coste cinesi con una nuova pipeline di 2000 chilometri. Non sono mancate poi discussioni sulla possibile cooperazione in campo nucleare. La Russia e la Cina, in questo caso, più che rivali si sono scoperte complementari, hanno cioè qualcosa da offrire l’una all’altra: la Russia, da un lato, è ricca di risorse naturali che utilizza come strumento di politica estera, e la Cina, dall’altro, è caratterizzata da un’abbondante liquidità e da un’economia bisognosa di energia.
Questa cooperazione in ambito energetico non è certo una ‘scoperta’ di questi giorni: risale infatti al 2002 l’ambizioso progetto di costruzione dell’oleodotto Eastern Siberia Pacific Ocean (ESPO).
Accordi anche con l’Australia per l’estrazione di risorse minerarie ed energia, firmati a Canberra a giugno di quest’anno, per un valore di 7 miliardi di euro.
In questa fase non poteva certo mancare l’Italia: la settimana scorsa il premier cinese Wen Jiabao ha fatto visita a Roma ed è stata l’occasione per la firma di 10 accordi commerciali da 2,25 miliardi di euro complessivi. I settori interessati vanno dall’energia alle telecomunicazioni, dall’ambiente alla finanza.

UE maggior parte commerciale per l’export energetico

L’Ue è il maggiore partner commerciale e il maggiore fornitore di tecnologie della Cina, mentre la Cina è il secondo partner commerciale e il terzo mercato di esportazione dell’Ue.

Secondo le statistiche, alla fine del 2009, la Cina ha introdotto 300.000 brevetti e applicativi dall’Ue, una forte proporzione delle quali riferite alle energie pulite eolica, solare, fotovoltaica e atomica, che stanno diventando un importante settore e un nuovo punto di crescita dell’interscambio economico-commerciale.

Tutto questo assume maggior rilievo se letto alla luce dello sforzo continuo dell’Accademia Cinese delle Scienze teso alla cooperazione e allo scambio accademico con comunità scientifiche tecnologiche internazionali. L’accademia organizza periodicamente meeting internazionali ai quali vengono invitati rappresentanti di vari paesi. A tal proposito è interessante segnalare il quarto simposio internazionale sul carbone per la catalisi che si terrà a Dalian, nel nord della Cina, il 7-10 novembre prossimo. Cinque i topics fondamentali, così come specificati dall’Accademia stessa:
1.Synthesis of novel structured carbon

2.Characterization and modeling 

3.Carbon-based materials in catalytic reactions

4.Carbon for clean and sustainable energy

5.New trends in carbon technologies for adsorption and environmental protection

Lo scenario che vede la Cina protagonista in questi anni è da interpretare alla luce di ciò che Jeffrey Wasserstrom definisce “urbanizzazione involontaria”: la penisola cinese, infatti, è teatro di un progetto di sviluppo urbano tra i più grandi al mondo, progetto che però non sembra seguire alcun piano preciso. Per dirla con le parole di Christina Larson “immaginate una carrozza ferroviaria che sfreccia sui binari mentre gli addetti si danno da fare per posare le traversine”.

In Cina le grandi città che ospitano più di un milione di abitanti sono già 43. Tale numero non ha rivali nel mondo. Questo fenomeno di grande urbanizzazione apre, inevitabilmente, nuove aree di business non solo nel campo dell’energia e della cooperazione internazionale ma anche delle grandi catene di distribuzione, di fast-food etc.Yan Qi, grande imprenditrice cinese, ai microfoni di Christina Larson afferma: “in Cina il segreto del successo consiste nel trovare un buon marchio e capire l’economia politica”.

Sara Gatti

Asian Studies Group

 

Sara Gatti

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