Lo speciale: nuovi accordi bilaterali tra India e Pakistan

a cura di:

Archiviato in: in
13 Agosto 2007

Tè, banche, cemento e infrastrutture sembrano caratterizzare gli ultimi due mesi di intese tra i vicini India e Pakistan, alle prese con una serie di accordi sanciti o in via di formalizzazione. Tra questi, di particolare interesse pare essere l’accordo che coinvolgerà i relativi mercati bancari, con l’apertura di filiali di banche indiane in Pakistan, e di banche pakistane nel subcontinente.

Superando qualche difficoltà iniziale, i due Paesi hanno infatti acconsentito all’apertura di alcune filiali di due banche per ogni nazione entro il 31 dicembre di quest’anno. I nomi degli istituti di credito interessati sono già noti: per l’India saranno due banche nazionalizzate come la State Bank of India e la Bank of India, mentre per il Pakistan le aziende coinvolte avranno il nome di United Bank e National Bank. Ad essere ancora in sospeso sono invece le località sede delle nuove filiali estere, anche se tutto lascia presagire che le destinazioni delle due banche pakistane potrebbero (e dovrebbero) essere le zone di New Delhi e Karachi.

Al di là del settore bancario, nuove intese regoleranno anche i commerci bilaterali tra le due nazioni. Il Pakistan ha infatti acconsentito all’esportazione di grandi quantità di cemento in India: il subcontinente aveva espresso alcuni mesi fa la necessità di importare la materia all’esterno, data l’incredibile domanda in patria. Niente — sottolineavano voci governative — può impedire all’India di importarlo dal Pakistan, se il Pakistan è d’accordo e se il cemento pakistano acquisisce le relative certificazioni di qualità formalmente necessarie per concludere gli affari.

Una volta ottenute le autorizzazioni di riferimento, stipulare i primi contratti non dovrebbe essere un ulteriore problema. E di fatti notizia ufficiale di pochi giorni fa rivela che l’India riceverà la prima fornitura di cemento dal Pakistan entro la fine di questo mese. A dirlo è stato direttamente il Segretario di Stato per il Commercio Syed Asif Shah, per il quale vi è la certezza che "la prima tranche di cemento raggiungerà l’India entro la fine di agosto".

Nel verso opposto dovrebbero invece agire altri flussi di beni, tra cui quello relativo al tè indiano, che pare particolarmente desiderato all’interno dei confini pakistani. Nella futura fitta rete di scambi tra le due nazioni, l’India dovrebbe infatti poter esportare importanti quantità della preziosa bevanda in Pakistan, i cui abitanti costituiscono uno dei popoli maggiormente consumatore di tè.

Il Pakistan importa infatti circa 140 milioni di chilogrammi di tè ogni anno per sopperire alla domanda nazionale, mentre le esportazioni indiane raggiungerebbero "solamente" i 16 milioni di chilogrammi. Il desiderio del Pakistan di ricevere il tè indiano dovrebbe comunque essere soddisfatto tra breve: l’India ha sviluppato un piano di nuove esportazioni, con un’accelerazione quantitativa programmata per tre particolari mercati, tra cui il proprio vicino occidentale (gli altri due mercati sono l’Egitto e l’Iran).

Resta da risolvere almeno un altro grande problema. Come regolare i commerci transnazionali tra i due Paesi? O, in altri termini, dove far transitare i container oltre confine? Cercheremo una soluzione — di certo non semplice, data la complessità dei rapporti e la carenza infrastrutturale delle zone di confine – nell’articolo della settimana prossima. (continua)

Roberto Rais