Lo speciale.Thailandia e il Colpo di Stato: un anno dopo

18 Settembre 2007

Bangkok – Dal Nostro Corrispondente – Era il 19 Settembre di un anno fa quando mentre mi trovavo all’incrocio tra la Naratiwhat e la Sathorn nel downtown di Bangkok verso le 22.30 di rientro in ufficio da una cena di lavoro, una camionetta di militari mi si fermo’ proprio accanto mentre aspettavo il momento giusto per attraversare la strada. Notai un ragazzo in divisa scendere dal veicolo che era un ibrido tra un semplice mezzo di trasporto leggero e uno blindato per quella che ritengo fosse una mitragliatrice di piccolo calibro che spuntava dall’alto: il militare si allontano’ in una soi (viuzza) li dietro e con lui ogni mia preoccupazione riguardo questo episodio senza precedenti nella mia esperienza di vita in Thailandia. Poco dopo uscito dal destination elevator — un ascensore di concetto rivoluzionario ormai diffuso nei grattacieli piu’ moderni della Capitale — mi squillo’ il cellulare e una voce amica mi disse: "Tutto bene? Non uscire, c’e’ un colpo di stato".

Da allora sono successe molte cose e cercheremo di riassumerle dando una panoramica di come gli aspetti chiave del Paese siano cambiati in questi mesi.

THAKSIN SHINAWATRA — Quella sera si trovava a New York e da allora non ha piu’ fatto rientro nel suo Paese natale. Vive a Londra con sua moglie, su di lui e su tutta la sua famiglia pendono accuse di corruzione ed evasione fiscale. In questi 12 mesi si e’ parlato molto di un suo possibile rientro nel Paese, in politica (sempre smentito), e soprattutto dei suoi conti correnti prima congelati e subito dopo evaporati. Nelle ultime settimane i giornali — che non hanno mai smesso di parlare di lui nel bene e nel male — scrivono di accordi con le autorita’ Inglesi per una sua possibile estradizione in Thailandia. Nel frattempo il suo nuovo giocattolino della Premiere League — il Manchaster City – fa parlare di lui a ritmi cadenzati dal calendario calcistico.

ELEZIONI — sono programmate per il 23 di Dicembre e sono state indette dopo il voto referendario del 21 Agosto. Promesse all’indomani dell’insediamento entro la fine del 2007, il Primo Ministro Surayud sembra essere in grado di rispettare l’impegno preso un anno fa. E’ indubbio che le elezioni siano al centro della svolta del Paese attesa a lungo internamente e altrettanto auspicata dai Paesi limitrofi cosi come dai grandi da Occidente. Il 30 Agosto e’ nata una polemica tra la UE, rappresentata dall’ambasciatore Portoghese Antonio de Faria e Maya, ed il segretario generale della Commissione elettorale Sutthipol Taweechaikarn a proposito del grado di coinvolgimento della UE nelle elezioni nazionali. In un primo comunicato il Memorandum of Understanding della UE parlava di monitoraggio e controllo delle elezioni attraverso un numero variabile tra i 150 e i 200 ufficiali con potere illimitato di accesso alle aree riservate (seggi elettorali) e a tutti i documenti correlati. La EU ha sostenuto la necessita’ di un tale esercito di controllori perche’ si e’ detta preoccupata del fenomeno della compra vendita dei voti (fatto del resto accertato) e di essere particolarmente sensibile al processo di reintegro della democrazia in Thailandia. Il MoU e’ stato immediatamanete respinto — con sdegno – e rispedito al mittente da Sutthipol che si e’ detto offeso da tali richieste che si applicano per Paesi con gravi problemi di stabilita’ interna, quando invece in condizioni di normalita’ il numero si riduce a 10. Tra le solite incomprensioni culturali, la partita a scacchi e’ ancora aperta: la UE ha aperto in maniera arrogante e la Thailandia ha risposto con il solito orgoglio che la contraddistingue, poi le solite mosse da manuale, il tempo scorre velocemente e non si intravede ancora la combinazione finale risolutoria.

VALUTA E BORSA — L’apprezzamento della valuta locale Baht nei confronti del biglietto verde americano e’ stata la costante degli ultimi 12 mesi ed ha alimentato le preoccupazioni dei Ministri delle Finanze e degli esperti del settore. Prima del terremoto dei mutui sub prime americani il baht aveva oltrepassato il cambio col dollaro pre crisi 1997; anche la Borsa (STET) aveva raggiunto una capitalizzazione superiore a quella di oltre 10 anni fa. Anzi, l’apprezzamento del baht sembrava dovuto principalmente all’ingente afflusso di capitali esteri nello stock exchange locale. Infatti dopo la polverizzazione della Borse mondiali di un mese fa, il baht si e’ stabilizzato su un cambio di 34.3 col dollaro che sembra essere una soglia accetabile da chi fa export nel Paese. Le previsioni sono comunque di un ulteriore rafforzamento entro fine anno.

FREE TRADE AGREEMENTS — Gli accordi bilaterali che la Thailandia periodicamente sigla e rinnova con i principali partner commerciali mondiali assicurano buona parte della crescita del GDP: ecco perche’ sono strategicamente importanti. Dopo il colpo di Stato le trattative con gli USA — che erano in corso da mesi e circondate da polemiche a causa del forte potere negoziale degli americani — si sono definitivamente arenate (gli USA sono il primo partner commerciale per l’export del Regno). Con il Giappone (primo investitore estero del Paese), invece, la Thailandia il 3 Aprile ha rinnovato la partnership Economica; con l’India — la notizia e’ di questi giorni — la trattativa si dovrebbe concludere per la fine del 2007 dopo ben 3 anni di trattative (Early Harvest Pact, 82 beni per un totale di 4 miliardi di USD di interscambio atteso per il 2008). Le relazioni con l’Italia — che comunque fa capo a quelle UE – si sono definitivamente raffreddate: infatti dopo la visita del Vice Ministro d’Urso (datata Novembre 2005) causa elezioni di stato in Italia e governo militare in Thailandia tutto si e’ inesorabilmente fermato.

MEGA PROJECTS — Sono le grandi opere infrastrutturali che la il Governo Thailandese da anni spinge e promuove sia per tenere alta la spesa interna, sia per attirare gli investimenti esteri che per promuovere lo sviluppo logistico del Paese. Ci sono 5 nuove linee della BTS (l’efficientissima metropolitana sopraelevata di Bangkok) in pipeline ormai da oltre 2 anni ma i tender internazionali non sono mai partiti (oltre 3,4 Miliardi d USD in totale). In realta’ le estensioni dei capolinea delle 2 linee operative sono in fase di ultimazione e questa primavera la canadese Bombardier si e’ aggiudicata la commessa per la segnaletica e la gestione del traffico superando sul filo di lana la tedesca Siemens, messa fuori gioco dai ben noti scandali interni. Anche la tratta che collega il nuovo aeroporto internazionale (inaugurato 2 settimane dopo il colpo di stato) con la rete sopraelevata urbana procede e avanza a vista d’occhio. In questi giorni si e’ parlato anche di una nuova linea della metropolitana e a breve si conosceranno i dettagli del progetto. La Thailandia aspira a diventare l’hub della logistica dell’area ASEAN: ci sono da ammodernare i deep seaport, da rendere efficienti gli scali merce di interscambio, da rinnovare e costruire i corridoi stradali verso il Vietnam e l’India (da Mae Sot in Thailandia via Bagan in Myanmar fino in India per oltre 1400 km).

CRESCITA ECONOMICA– Sabato scorso il governatore della Bank of Thailand Tarisa Watanagasa ha dichiarato che nonostante le difficolta’ dell’economia americana la crescita del GDP del Paese nel 2008 si dovrebbe attestare introno al 4.5 – 4.6 per cento. Sono proprio i Mega Projects e piu’ in generale gli Investimenti del settore privato che dovrebbero consentire alla Thailandia di poter raggiungere questo obiettivo.

Giovedi scorso tutto il Paese si e’ unito e compattato attorno al nuovo Giant Swing, il Monumento emblema della Thailandia eretto dal Re Rama I nel 1784, simbolo di prosperita’ e stabilita’ e da inizio 2003 in restauro. Il miglior tek del Nord (provincia di Phrae) e’ stato scelto per dare la maggior resistenza e durabilita’ al pilastro del Regno (l’albero aveva 99 anni di vita). Alla celebrazione, benedetta dal Re e dalla Regina, hanno partecipato decina di migliaia di persone venute da ogni provincia, tutte cete di essere testimoni della svolta del Paese, dopo anni di crisi e problemi, verso la stabilita’ e l’armonia, senza dubbio la due grandi assenti di questo ultimo periodo.

Chi vive in Asia sa che questo tipo di celebrazioni hanno un senso che va oltre il razionale il cui significato spesso trascende ogni tipo di comprensione. C’e’ quindi da credere ed essere ottimisti che la Thailandia sia gia’ a buon punto del suo percorso verso un futuro migliore.

Luca Vianelli