Gli stage in Cina – intervista a Chiara Grosso, CEO di FourStars

a cura di: Riccardo Monaco

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Una chiacchierata con Chiara Grosso, da dieci anni alla testa di FourStars, Agenzia per il Lavoro con sede a Milano. Dopo aver offerto chance lavorative e di formazione a più di 65.000 ragazzi in Italia, intuendo una necessità di internazionalizzazione sempre crescente, ha deciso di portare i candidati italiani a Shanghai, attraverso programmi di internship strutturati in maniera tale da offrire un percorso formativo altamente professionalizzante e di standing internazionale.
Perché Shanghai?
Abbiamo scelto Shanghai in un periodo difficile come quello che stanno conoscendo l’economia ed il mercato del lavoro italiani, non nell’ottica di una “fuga” dalla crisi, bensì intendendo fornire uno stimolo vero e concreto verso l’apertura internazionale. È certamente innegabile, oltretutto, che Shanghai stia ricoprendo ora il ruolo del luogo ove “tutto è possibile”, una società in crescita continua, dove avere un’idea significa poterla realizzare, dove avere una preparazione vuol dire essere riconosciuti, trovare realtà sfidanti in grado di valorizzarla. Significa vivere in una delle città più internazionali e veloci al mondo.
Un’esperienza lavorativa all’estero può essere d’aiuto anche nella ricerca di un lavoro in Italia?
Certamente. Un periodo di formazione lavorativa all’estero fornisce gli strumenti necessari a crearsi un profilo di rilievo, in un contesto nazionale in cui l’accesso alla formazione accademica si è notevolmente allargato, permettendo all’esperienza “sul campo” di fare la differenza.
Quanto influiscono i risultati accademici nella selezione di un candidato?
I risultati conseguiti nel corso della formazione accademica mantengono innegabilmente un peso considerevole, ma non sono più sufficienti. È divenuta discriminante, nel momento di una selezione lavorativa, l’esperienza ottenuta in itinere.
Come si pongono i candidati italiani rispetto alla mobilità internazionale? La lingua inglese è un punto debole per i candidati italiani?
Parto dall’ultima domanda: l’inglese è ormai divenuto fondamentale in un’ottica internazionale, in quanto i giovani italiani si trovano ormai a concorrere con stranieri di madrelingua inglese, o ad altissimi livelli di competenza linguistica come potrebbero essere i giovani dei Paesi del Nord Europa. Ciò rende necessaria una preparazione linguistica approfondita e solida.
Per quanto riguarda la mobilità, devo dire che le cose sono senz’altro migliorate negli ultimi anni. Ciò non toglie che riscontriamo una certa refrattarietà dei giovani a lasciare l’Italia per periodi medio-lunghi.
Perché i programmi FourStars?
Un’esperienza di stage in Cina non è come un’esperienza in Inghilterra, in Canada o negli USA. La sua importanza, la sua sfida non stanno solo nel raggiungimento degli obiettivi aziendali o nell’acquisizione di un know how professionale.
Per questo abbiamo sviluppato un supporto a 360° per i nostri stagisti, per permettere loro di essere operativi da subito senza perdite di tempo che possano inficiare la qualità dell’esperienza formativa che andranno a sostenere. La Cina non è facile da affrontare, sia dal punto di vista linguistico che da quello culturale, e i nostri programmi intendono abbattere proprio questo genere di barriere.
Riccardo Monaco

Riccardo Monaco

Co-fondatore e Curatore di Corriereasia.com Dottore in Giurisprudenza, nei primi anni '90 si specializza in Comunicazione e Marketing presso università americane. Dal 1998 è Digital Media Senior Advisor e Consulente Aziendale. Contatti: website / LinkedIn

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