Stelle e comunismo si incontrano allo Shanghai Film Festival

19 Giugno 2006

SHANGHAI: Il 19esimo Festival Internazionale del cinema di Shanghai è stato inaugurato sabato scorso, attirando le star hollywoodiane alla capitale finanziaria cinese, ora che l’attenzione alla vita culturale del Paese ha ripreso ad attirare l’attenzione generale tanto quanto il boom economico.

La cerimonia d’apertura ha visto la proiezione della "Contesa Bianca", un film tratto dal libro di Kazuo Ishiguro e diretto da James Ivory. Diciassette film saranno in lizza per il Golden Globe, tra cui due cinesi, "The Music Box" del regista Shanghai Chen Yifei, e "The Forest Ranger", diretto da Qi Jian. Inoltre, le nuove stelle nascenti locali non perderanno d’occhio nemmeno la gara per il "Nuovo Talento Asiatico", il cui premio andrà ad uno dei 10 film proiettati, inclusi tre cinesi e due giapponesi.

Il festival sarà inoltre occasione per commemorare l’85esimo anniversario della fondazione del Partito Comunista Cinese (1921) in una hall poco distante da quella dove è stato inaugurato il festival.

Durante il regno di Mao Zedong, l’immagine cosmopolita di Shanghai, ovvero la "Perla d’Oriente", si è gradualmente esaurita e la sua vibrante industria cinematografica ha finito per essere soffocata dal troppo zelo ideologico, che ha cancellato i gusti considerati "borghesi" per far posto alla realtà socialista.

Mentre il cinema cinese è stato testimone di un revival nell’epoca post-maoista, il contenuto dei film locali non ha smesso di essere sottoposto a revisioni da parte della censura governativa e il numero di film stranieri approvati per la distribuzione è anch’esso strettamente controllato.

Il contenuto nazionalistico di "Military Tribunal Far East", assieme al suo sottotitolo pro-partito "The Forest Ranger", suggerisce che il contenuto del festival potrebbe essere stato anch’esso revisionato per accontentare il Partito.

Ylenia Rosati

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