Sulla salute ci si può scommettere

17 Gennaio 2007

NUOVA DELHI: C’è un settore, in India, del quale si parla con sempre maggiore insistenza e con altrettanta ostinazione si tende a considerare come un nuovo segmento di mercato in rapida espansione, in grado, addirittura, di replicare il successo conseguito dall’information technology del subcontinente.

Il settore così dipinto dagli esperti è quello della salute e delle cure mediche, uno spicchio di mercato non certo sguarnito di grosse aziende, eppure capace di fornire enormi opportunità anche per eventuali nuovi ingressi. Grosse compagnie come Ecorts, Apollo, Fortis, Max, Wockhardt hanno già avuto modo di verificare con esito positivo quanto celere possa essere lo sviluppo delle proprie attività, mentre altre società — Birla Reliance e Paras, ad esempio — sembrano particolarmente interessate a sfruttare questo incremento esagerato. A queste realtà si aggiungono alcune importanti catene internazionali di ospedali come Columbia Asia, che progettano un’entrata nel settore indiano dell’heathcare attraverso acquisizioni di ospedali e progetti di varia natura.

Tuttavia la lista delle aziende interessate al business dell’healthcare non è l’unico indizio di una fase di sviluppo ben avviata: ad esempio basta ricordare che il numero di università e di istituzioni che offrono corsi per il management nella sanità sta aumentando con percentuali ragguardevoli, a beneficio della professionalità dei manager del settore .

Numerosi gli sbocchi finali di questo trend: l’India potrebbe colmare il gap nell’ambito dell’assicurazione sanitaria, e, soprattutto, potrebbe diventare una destinazione privilegiata per i pazienti, anche provenienti dalle nazioni più sviluppate. In questo modo il settore salute potrebbe realmente ripetere il successo conosciuto dall’IT indiano, sebbene le prerogative siano differenti: attualmente il settore dell’healthcare è più organizzato di quanto lo fosse, all’inizio della propria estensione, quello dell’information technology. Ma importanti similitudini con la situazione di allora potrebbero fare da guida per le aziende di oggi. Un’assonanza su tutte è la differenza tra la domanda e l’offerta, abbastanza ampia da lasciare spazio a nuovi (inaspettati?) ingressi.

Sembra poter quindi conoscere percentuali di crescita ancor maggiori il mercato del turismo del benessere, mercato che in India produce già un business di oltre 300 milioni di dollari, con migliaia di pazienti esteri che giungono nel subcontinente ogni anno. Il governo ha dichiarato di voler aumentare i ricavi fino alla soglia dei 2 miliardi di dollari, da raggiungere nel 2012. Per questo motivo ha iniziato una campagna promozionale di livello planetario con brochure e depliant messi a punto grazie alla collaborazione della Confederation of Indian Industry (CII) e all’Indian Health Care Foundation (IHCF). Anche a livello burocratico si stanno già compiendo alcuni passi importanti: è stato infatti predisposto un visto apposito per coloro che entreranno nel Paese per subire trattamenti medici.

Roberto Rais

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