Summit SCO: visita del Presidente iraniano in Cina

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15 Giugno 2006

SHANGHAI: Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad è arrivato ieri a Shanghai per partecipare all’incontro della Shanghai Cooperation Organization (SCO), mentre i membri del gruppo di sicurezza regionale hanno negato la possibilità che suo obiettivo possa essere controbilanciare l’influenza americana in Asia.

La presenza dell’Iran, che possiede solo lo status di osservatore all’interno della SCO, è un fattore cruciale date le attuali negoziazioni diplomatiche riguardo il futuro del programma nucleare del Paese.

La SCO, fondata a Shanghai nel 2001 per sostituire il suo predecessore nato per negoziare gli accordi sui confini, è un’organizzazione che promuove la cooperazione e la sicurezza dei Paesi membri, ovvero Cina, Russia e le quattro Repubbliche dell’Asia Centrale: Kazakistan, Kyrgystan, Taijikistan e Uzbekistan, mentre India, Pakistan e Mongolia sono solo degli osservatori.

Il presidente iraniano si rivolgerà al gruppo oggi, dopo l’inizio ufficiale del summit, e incontrerà il presidente Hu Jintao domani. Il presidente russo Vladimir Putin ha anch’egli intenzione di incontrare Ahmadinejad all’indomani del summit.

Cina e Russia, membri del gruppo dei Sei Paesi in negoziazione con l’Iran, hanno già espresso la loro opposizione a imporre sanzioni conto il Paese per il suo programma nucleare. Stati Uniti e alcuni Paesi europei temono infatti che l’Iran stia sviluppando delle armi nucleari, mentre l’Iran ricorda il suo diritto ad arricchire l’uranio per richieste energetiche.

Cina e Russia hanno importanti interessi economici in Iran, con Pechino impegnata in negoziazioni per un fetta delle sue riserve energetiche, al quarto posto al mondo in termini di volume.

Alcune nazioni hanno addirittura chiesto la partecipazione dell’Iran a pieno titolo, tuttavia, Liu ha espresso i suoi dubbi circa la possibile ammissione a breve termine dell’Iran alla SCO, poiché il gruppo attualmente non possiede le basi legali per un ampliamento.

"Mi stupisce alquanto che dei membri di un’organizzazione che sostiene di essere contro il terrorismo chiedano l’ammissione di una della maggiori nazioni terroriste al mondo, l’Iran", ha dichiarato il Segretario della Difesa americano, Donald Rumsfeld lo scorso mese.

Sebbene Washington accusi Tehran di sponsorizzare il terrorismo, Pechino e Mosca non sono d’accordo.

Ji Kaiyun, un esperto delle relazioni sino-iraniane presso l’università di Chongqing, sostiene che Pechino ha già più volte chiarito di "non voler rappresentare assolutamente una minaccia per gli Stati Uniti."

"La Cina non vuole sfidare gli Usa, e non mira certo a trasformare l’ordine internazionale guidato dall’America. I rapporti sino-americani hanno la precedenza su quelli sino-iraniani, e la Cina non si scontrerà mai con gli Stati Uniti per l’Iran", sottolinea Ji.

La SCO ha attratto anche l’attenzione degli Stati Uniti, dopo aver chiesto a Washington di fissare una data per il ritiro delle basi militari nell’Uzbekistan e Kyrgyzstan, usate per la guerra in Afghanistan. In una dichiarazione resa nota ieri, Putin ha però ricordato che la SCO "sta solo cercando di riportare la stabilità nella regione."

ylenia Rosati