Taiwan: ‘commerciare ma non solo con la Cina’

28 Luglio 2006

TAIPEI: I rapporti economici di Taiwan con il suo maggior partner commerciale, la Cina, rappresentano solo una parte del commercio internazionale dell’Isola e andrebbero considerati in quel contesto, ha dichiarato il presidente Chen Shui-bian ieri.

Il Governo di Taiwan teme una "dipendenza economica dalla Cina", che attualmente vede lo Stretto come una "provincia ribelle" da unificarsi con la forza se necessario.

Parlando all’apertura di una conferenza sullo sviluppo economico sostenibile, Chen ha definito gli scambi con la Cina solo un "segmento" del commercio estero di Taiwan.

"Dovremmo ridisegnare la politica commerciale dell’Isola dalle basi, prendendo in considerazione Taiwan innanzitutto", ha affermato Chen.

L’insuccesso nel raggiungere un consenso sulle questioni del commercio legato alla Cina in una serie di meeting preparatori indica che le questioni chiave dei voli diretti verso la Cina e l’espansione degli investimenti tecnologici nel continente non sono nemmeno in agenda.

Nonostante le tensioni con la Cina, Taiwan ha tutto da guadagnare nel favorire le relazioni con il Colosso asiatico, investendo per esempio 100 miliardi di dollari nel continente, che nonostante le differenze politiche resta la destinazione favorita per gli investimenti dell’Isola.

Infatti, le esportazioni di Taiwan in Cina e Hong Kong ammontavano a oltre 7 miliardi di dollari a giugno, oltre il doppio di quelli diretti verso la seconda maggiore destinazione dello Stretto, gli Stati Uniti con 2.5 miliardi di dollari.

Circa 150 accademici, businessmen e funzionari hanno partecipato al summit per discutere degli obiettivi a medio e lungo termine dell’economia di Taiwan. Una conferenza simile è già stata tenuta nell’agosto del 2001, quando l’Isola usciva vacillante da una recessione, e molti suggerimenti circa la ripresa dei rapporti commerciali con la Cina non si sono concretizzati.

Ylenia Rosati