Thailandia – La Tecnologia Italiana in bella mostra a Bangkok

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24 Ottobre 2007

BANGKOK: Varcata la soglia della fiera si ha subito l’impressione di camminare all’interno di uno schacchiere in cui le nazioni leader del settore hanno occupato ordinatamente le posizioni strategiche: Germania, Austria, Francia, Italia, China, USA e Taiwan sono quelle organizzate in Pavillion che si impongono tra le oltre 30 nazioni qui rappresentate, quasi 400 espositori di cui il 95% non Thailandese e 7000 visitatori attesi durante i 3 giorni di attivita’.

La fiera — alla sua quinta edizione a partire dal 1999 – e’ un appuntamento molto atteso per le aziende Italiane del settore — si tratta della piu’ grande in Asia al di fuori della Cina – anche se l’ultima edizione tenutasi a Singapore due anni fa ha lasciato gli espositori abbastanza delusi dalla scarsa partecipazione di visitatori. "I corridoi erano vuoti fin dal giorno dell’apertura — dice il Responsabile di Officine Meccaniche di Lesmo Spa — tanto che alla fine si parlava solo tra noi espositori. Abbiamo cosi’ convinto gli organizzatori a cambiare sede e a scegliere Bangkok e la Thailandia, molto promettente per la sua forte base produttiva e i mega progetti in trasporti ed infrastrutture. Gia’ dalle prime ore si puo’ vedere che e’ stata una scelta vincente".

La scelta di Bangkok non poteva essere piu’ appropriata. E’ di ieri, infatti, la notizia del portavoce del Governo Thailandese Chodchai Suwanaporn dell’approvazione del mega progetto per la costruzione di 2 nuove linee ferroviarie chiavi in mano che dovrebbero spostare la maggior parte del traffico merci su gomma alla rotaia, che oggi vale solo il 2%. Si tratta di movimentare con vagoni e containers le principali derrate alimentari destinate all’export (riso, tapioca, amido e zucchero) verso il porto di Laem Cha Bang, il deep sea port della Thailandia che tra qualche anno superera’ i 10 milioni di TEU/anno (venti piedi equivalenti) e di integrarlo con il container depot di Lat Krabang. Il mega progetto quinquennale ha un budget pari a 20 Miliardi di Baht (circa 420 Milioni di euro) la buona parte dei quali saranno spesi proprio in cavi, funi, rotaie e altro ferrame.

"Durante le prime ore dall’apertura siamo stati letteralmente assaliti dale richieste delle nostre pubblicazioni tanto che temiamo di esaurire le nostre scorte prima della fine della fiera" commenta Giuliana Benedetto, responabile Marketing delle pubblicazioni di settore (Eurowire, Wire&Cable Asia, Tube&Pipe Technology). "Non ci aspettavamo una tale accoglienza qui a Bangkok, il tutto ci lascia ben sperare".

All’interno dell’Italian Pavillion Fabio Pizzullo, responsabile ICE Roma dell’Area Beni e Meccanica Strumentale commenta positivamente il risultato dello sforzo organizzativo. "In occasioni di fiere internazionali di questo calibro una delle maggiori difficolta’ e’ sempre quella di convincere gli imprenditori Italiani a presentarsi insieme: spesso si tratta di superare e vincere diffidenze reciproche, logiche competitive di quartiere che perdono di significato oltreconfine." E aggiunge: "L’Italia storicamente ha sempre esportato macchinari per la produzione e lavorazione di cavi, funi e tubi, il know how relativo di ingegneria, Ricerca e Sviluppo servizi e consulenza, fino ad arrivare all’indotto per esempio lubrificanti, accessori e minuterie metalliche. E’ un sistema produttivo che si deve presentare compatto, anche come azione di marketing nei confronti delle altre nazioni che competono con l’Italia".

La due voci piu’ importanti dell’import Thailandese (dopo i combustibili minerali insieme al petrolio) sono proprio i Macchinari e Apparecchiature Meccaniche ed i Macchinari Elettrici ormai in crescita costante negli ultimi anni. Il dato 2006 aggregato (codici HS 84 e 85) e’ stato di oltre 30,000 Milioni di USD mentre il dato dell’import sui Macchinari per la Lavorazione dei Metalli e’ stato pari a 1,352.9 Milioni di USD nel 2006 e di 1,268.4 Milioni di USD nel 2005.

Il Board of Investment — Agenzia del Ministero dell’Industria – incentiva gli investimenti nella produzione il loco dei Macchinari con 8 anni di esenzione fiscale sulle tasse governative (al 50% nei successivi 5 anni), esenzione o riduzione sulle tasse di importazione di macchinari e materie prime, e altri facilitazioni ancora (dirtto alla proprieta’ dei terreni, visto e permesso di lavoro facilitati, etc.)

Qualche anno fa trovandomi a Jakarta ho partecipato ad una serata di gala in cui l’Ambasciatore Italiano nel presentare il Paese agli ospiti in sala disse che la forza economica dell’Italia si riassumeva in quattro F: Food, Fashion, Football e Ferrari. Al di la degli slogan politici e successi sportivi di facile presa ed effetto, i limiti della strategia politica ed economica Italiana all’estero erano putroppo evidenti e sotto gli occhi di tutti.

Oggi la speranza e’ che questi tempi bui siano finiti, e che l’Italia e soprattuto le sue Medie imprese sappiano cogliere le opportunita’ che — per esempio – un mercato come quello della Thailandia puo’ offrire: opportunita’ di export in un Paese che storicamente compra macchinari perche’ e’ la base produttiva del Sud Est Asiatico, opportunita’ di fare investimenti beneficiando di un pacchetto di incentivi fiscali molto interessante, opportunita’ di fornire tecnologia per mega progetti approvati ed invia di approvazione (dopo le elezioni politiche del 23 Dicembre prossimo si riparlera’ dei progetti della nuova linea della metropolitana e monorotaia (4) nella municipalita’ di Bangkok).

Attendiamo fiduciosi.

da Bangkok, Luca Vianelli