Thailandia, “terapia del dharma” contro gli stupefacenti

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8 Agosto 2006

PATTAYA: In Thailandia l’uso di stupefacenti, siano essi oppiacei, allucinogeni, inalanti, ipnotico-sedativi o cannabis è già da molto tempo diventato un grosso problema sociale. La repressione violenta della polizia nei confronti degli spacciatori, spesso giustiziati sul posto, non ha dato risultati. Nemmeno le leggi, che puniscono severamente chi viene trovato in possesso di droghe "pesanti" o "leggere" – si rischia anche la pena di morte, che per gli occidentali viene solitamente commutata in ergastolo – funzionano da deterrente. A Pattaya, una delle località balneari più note del paese, a circa 100 chilometri da Bangkok, è emergenza. Qui alcuni monaci del Wat Yansangwararam (wat = tempio in lingua thai) hanno deciso di affrontare un tema così delicato a modo loro. Hanno pensato, infatti, che la soluzione del problema potrebbe arrivare addirittura dalla lunga tradizione buddista tailandese. Così, in via sperimentale, nelle scuole di Pattaya numero 4 e numero 6, è stato insegnato agli studenti come usare il dharma – legge universale che regola il mondo e mostra gli insegnamenti del Buddha – per proteggersi dalla tentazione di usare droghe. Al programma, durato 3 giorni, hanno partecipato 283 allievi e sei insegnanti ed è stato fortemente voluto dal deputato Wutisak Rermkitkarn, che già pensa di estendere la "terapia del dharma" ad altri istituti scolastici ubicati in zone a rischio.

Fabio Mango

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