Thailandia, varato a Bangkok il nuovo piano ecologico

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12 Giugno 2007

BANGKOK: Il governatore di Bangkok, Apirak Kosayodhin, ha reso noto la scorsa settimana l’obiettivo di ridurre le emissioni di carbonio nella capitale thailandese del 15 per cento nei prossimi 5 anni.

L’iniziativa si colloca nell’ambito di un piano più ampio sviluppato dal governo thailandese, volto a fornire una risposta concreta all’attualissimo e preoccupante tema del riscaldamento globale.

"Ambizioso" è il termine più utilizzato dalla comunità scientifica con riferimento al piano adottato, ma al contempo sono molti gli esperti ambientali che hanno pubblicamente elogiato questa iniziativa, soprattutto per il fatto che è la prima volta che un rappresentante della scena politica thailandese scende pubblicamente in campo per tutelare i diritti dell’ambiente attraverso la riduzione delle emissioni di carbonio, ritenute la prima causa del riscaldamento del pianeta.

Ma come potrà essere raggiunto questo obiettivo in una città come Bangkok, dove ogni giorno migliaia di automobilisti rimangono bloccati in auto per ore, costretti a procedere a passo d’uomo a causa del traffico endemico e dello spropositato numero di vetture in circolazione?

Le misure che il governatore intende adottare sono di diverso tipo: da un lato si punta sullo sviluppo di risorse energetiche alternative, quali l’installazione di pannelli solari e l’incentivazione all’utilizzo di energie rinnovabili, mentre dall’altro si mira a ridurre il numero di veicoli sulle strade attraverso un massiccio sviluppo dei sistemi pubblici di trasporto e a vietare l’accesso nelle aree più congestionate alle automobili prive di passeggeri.

Al fine di migliorare il livello qualitativo dell’aria, inoltre, si procederà all’impianto di migliaia di alberi lungo le principali arterie stradali della città, mentre i 5 milioni e mezzo di autovetture che ogni giorno circolano nelle strade di Bangkok saranno sottoposte a severi e regolari controlli per quanto riguarda i livelli di diossido di carbonio emessi.

A rischiare di essere estromessi dalla circolazione, in particolare, sono i cosiddetti tuk-tuk, i famosi taxi a tre ruote che ogni giorno sfrecciano per le vie della città immettendo nell’aria elevate quantià di sostanze inquinanti: si stima che ce ne siano in circolazione circa 60.000 e finora nessun provvedimento specifico è stato adottato nei loro riguardi per il timore che i conducenti possano essere privati della loro fonte primaria di sussistenza.

Il governatore ha spiegato che il suo obiettivo è quello di rendere Bangkok una città in grado di competere con i canoni estetici delle principali città del mondo, a partire da New York, da lui recentemente visitata in occasione di un summit mondiale sull’ambiente cui hanno preso parte i sindaci delle più grandi metropoli al mondo.

Fabio Grandin