Tibet: Potala invaso dai turisti

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17 Luglio 2006

LHASA: Quarant’anni fa durante la Rivoluzione Culturale, fu necessaria una legge da parte del premier cinese Zhou Enlai per proteggere il Potala dalla distruzione delle Guardie Rosse.

Ora una nuova minaccia, il turismo, mette in pericolo quello che è considerato il gioiello del buddhismo tibetano, e che è diventato il simbolo del Paese.

Il difficile compito di proteggere il palazzo si dimostra sempre più arduo,soprattutto dopo l’apertura del 1 luglio della nuova ferrovia che collega il Tibet, il cosiddetto ‘Tetto del mondo’, con i 1.3 miliardi di cinesi. In restauro dal 2002, il palazzo bianco e rosso a 3.700 metri di altezza, è già pieno di pellegrini che competono con i turisti per aggiudicarsi il diritto alla visita.

Il palazzo, costruito inizialmente nel 7 secolo, e usato come residenza invernale dai Dalai Lama è stato ricostruito nel 1645 e ora è un museo di Stato.

Per i pellegrini tibetani il prezzo del biglietto d’entrata è simbolico, uno yuan (1 centesimo) ma per i normali turisti, il prezzo per l’entrata è ben 100 yuan (10 euro).

Per promuovere l’interesse per il sito, le autorità hanno inoltre accettato di alzare il numero di visitatori giornalieri dai 1500 ai 2300, il massimo sostenibile per il Potala.

In un ulteriore sforzo per contenere la massiccia ondata di visitatori, le autorità locali stanno considerando di alzare ancora il prezzo del biglietto a 300 yuan (30 euro), durante l’alta stagione.

Ylenia Rosati