Tokyo and Style: Viaggio nella capitale del consumismo

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Tokyo and Style: Viaggio nella capitale del consumismo

TOKYO: ‘Si può capire il carattere di una donna dalla cura e dall’attenzione che dedica ai dettagli del suo abbigliamento’. E sui dettami del manuale sull’eleganza dei primi del 900, le ragazze giapponesi continuano a basare il loro stile che risulta per noi occidentali sempre perfetto.

Intanto bisogna sfatare una diceria comune che vuole che le ragazze giapponesi non brillino per troppa bellezza. Non è affatto vero. Le giapponesi sono delle ragazze bellissime, curate nei minimi particolari, con una pelle splendente, alte, magre ed eleganti. Camminano sicure su tacchi da 12 centimetri con un incedere elegante più da passerella che da urban style.

Vestono Louis Vuitton con la naturalezza di uno Chanel e portano la nuova shopper di Prada come se si trattasse di una normale borsa della spesa. E se si esclude il sole, nemico giurato delle carnagioni chiare, il nemico numero uno di queste ragazze è il confort, che sembra essere stato bandito dal loro vocabolario stilistico, tanto che nessun tacco è mai troppo alto o una pettinatura troppo articolata per farle desistere dal seguire la moda.

Lo stile delle ragazze giapponesi è leggermente diverso dal nostro, ed il loro pezzo forte è rappresentato dal vestitino, in tutte le sue forme e varianti. Complice il loro aspetto delicato ed il corpo minuto, queste ragazze sembrano sempre delle bambine che giocano a fare le donne, e per quanto possano vestire in una volta sola tante griffe quante una occidentale ne indosserebbe in una stagione, il risultato non è mai pesante o volgare. Dipenderà da quei deliziosi vestitini sopra al ginocchio o dalle calze a gambaletto nere di scolastica memoria, ma queste donne bambine sembrano possedere una innocenza a noi ormai sconosciuta. E poco importa se all’orologio Cartier abbinino un paio di orecchini Tiffany, il risultato sarà sempre perfetto.

Consiglio a chi vuole avere un’idea dello stile radical chic nipponico di dare uno sguardo alle collezioni di Issey Miyake (www.isseymiyake.com), stazione Omotesando uscita A4, tel. 34231407, o al negozio Comme des Garçons di Rei Kawakubo, uno dei primi ad esportare lo stile giapponese nel mondo (stazione Omotesando uscita A5, tel. 34063951), ed ancora consiglio di non tralasciare una visita alla boutique di Yohji Yamamoto (http://www.yohjiyamamoto.co.jp/english) – stazione Omotesando uscita A5, tel. 3409 6006, uno tra i primi ad usare il total black ed volumi over-size sulle passerelle parigine.

Si può affermare, senza rischiare di sbagliare, che i giapponesi mettono tanto impegno nello shopping quanto ne mettono nel lavoro, specialmente in questo periodo che a Tokyo sono iniziati i saldi.

Devo dire che per me non è semplice descrivere la portata di questo evento, questa sorta di delirio che sembra aver invaso la città, in particolar modo se lo si attribuisce ai giapponesi che per loro natura sono sempre composti e morigerati. Ma il fermento nell’aria lo si respira a Ginza come a Omotesando, lo si avverte dal passo veloce delle ragazze che entrano ed escono da un negozio dopo l’altro e la quantità di shoppers di griffe famose che girano indisturbate per la città. Cosa dire, visto che bisogna fare di necessità virtù vi invito a seguirmi in questo tour per negozi, boutique e centri commerciali, dove la parola d’ordine è sempre la stessa: comprare.

Il punto di partenza non può che essere il quartiere di Harajuku, dove Omotesando-Dori (sulla linea Ginza della metropolitana) è uno dei luoghi più adatti allo shopping di lusso.

Omotesando la via principale del quartiere di Harajuku, è con il suo viale alberato di olmi,

la principale passerella cittadina della moda e del lusso, dove alcuni palazzi di recente costruzione rappresentano la punta di diamante del nuovo stile cittadino. Palazzo Tod’s, disegnato da Toyo Ito, Prada Tokyo, di Jacques Herzog e Pierre de Meuron (ideatori della Tate Modern di Londra), i buildings flag di Dior e di Louis Vuitton, il palazzo Cartier, sono solo alcuni dei gioielli di quella che viene definita “una collana scintillante donata dall’Architettura alla Moda, pegno del loro fortunato idillio internazionale”.

In questo incredibile esempio di urban life style, lo scorso 11 febbraio è stato inaugurato Omote-sando Hills (http://www.omotesandohills.com/eng/), un imponente complesso, in parte centro commerciale, in parte edificio, destinato ad ospitare abitazioni, che si estende lungo il lato nord di Omotesando per più di 250 m, occupando un quarto della lunghezza dell’intera strada.

Ed è qui, in questo enorme viale alberato che alle boutique di alta moda si affiancano cafè in stile parigino, come il l’Anniversaire (www.anniversaire.co.jp), dove è bello sedersi per riposarsi dopo ore di shopping. Questo edificio di tre piani ha al suo interno un bizzarro ristorante francese ed al pian terreno una galleria (aperta dalle 12 alle 18 da merc. a dom. 500 Yen) con una collezione permanente di circa 100 quadri di Marc Chagall, tra cui l’Anniversaire che dà il nome all’intero edificio.

Passeggiare a Omotesando-Dori significa uscire dal negozio di Hanae Mori e subito dopo entrare nella boutique di DonnaKaran, senza ovviamente tralasciare Celine e non potendo fare a meno di essere attratti dal fascino irresistibile delle vetrine di Fendi. Di sicuro se il cuore regge ed il portafoglio non vacilla in due ore avrete speso l’ammontare di quanto guadagnato con l’ultimo anno di lavoro, ma vuoi mettere la soddisfazione? Non a caso è qui che una strada dello shopping è stata ribattezzata Killer-Dori ‘Strada Assassina’, e mai, vi assicuro, nome fu più azzeccato.

Un discorso a parte va invece fatto per il marchio Louis Vuitton che a ragione potrebbe essere ormai considerato un brand giapponese dato che quasi la metà del suo fatturato proviene dal mercato nipponico. Quando nel 2002 il famoso marchio francese aprì il suo negozio a Omotesando, il suo successo superò di gran lunga ogni aspettativa. Sin da subito riuscì a battere tutti i record di fatturato, vendendo tutto ciò che era in vendita e con lunghe code di gente al suo ingresso, tanto che fu necessario approntare un servizio d’ordine in tutta fretta. Il primo giorno di apertura, il fatturato fu di 125 milioni di yen, un record rispetto a qualsiasi altro negozio LV nel mondo. Le 1.000 borse esclusive, in edizione limitata, prodotte appositamente andarono a ruba e si trovano, ora, solo nei negozi di seconda mano a un prezzo varie volte superiore a quello originario. E non è difficile credere a questi dati, Tokyo infatti è la città con la più alta densità di borse LV per metro quadro.

Ad una mia amica che mi ha chiesto che cosa avessi visto a Tokyo di antico ho risposto che le uniche cose con una qualche rilevanza storica erano alcune borse francesi della stagione precedente. A parte l’ironia di fondo, tutto questo inseguire la moda delle ragazze giapponesi, ha fatto in modo che in parallelo al nuovo si sviluppasse un fiorente mercato dell’usato. Un esempio lampante è il successo della catena RAGTAG (www.ragtag.jp) che con i suoi 10 punti vendita in città, compra (con la massima discrezione assicurano) e vende, abbigliamento ed accessori delle marche più famose. Nei suoi negozi, tutti elegantissimi, accanto ad orologi Cartier, Omega e Tag Heuer, tutti con certificato di garanzia, si possono acquistare le borse più famose della passata stagione ad un prezzo scontato sino al 50%. Se invece, nell’immediato, non pensate di fare un salto a Tokyo per approfittare dei saldi, potete sempre approfittare delle offerte del portale http://www.yoox.com/ che vende on line le collezioni degli stilisti più famosi senza farvi muovere da casa.

Ma se il denaro non è un vostro problema la visita può continuare indisturbata proseguendo la passeggiata sino a raggiungere la zona delle gioiellerie, e li veramente non c’è limite al lusso. Consiglio di fermarsi anche solo a guardare le vetrine di Bulgari, per le quali le giapponesi hanno una vera passione, o i diamanti scintillanti al piano terra di Omotesando Hills, dopotutto amiche mie, se gli uomini vanno e vengono, un diamante è per sempre.

Mercedes Lopez

Redazione

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