Tokyo, la borsa riprende quota guardando agli USA

4 Settembre 2007

TOKYO: Le oscillazioni che gli indici della borsa giapponese hanno subito la scorsa settimana possono stupire per la loro ampiezza, a conferma del fatto che il mercato è ancora incapace di valutare con precisione le conseguenze della crisi dei mutui subprime.

Non lasciano, invece, molto da riferire riguardo alle cause che le hanno determinate. Il susseguirsi di stime pessimistiche rispetto al futuro dell’economia USA e di promesse di intervento da parte delle autorità finanziarie, ha determinato per l’S&P 500 un andamento sussultorio, seguito a distanza di qualche ora sia dal Nikkei sia dal Topix.

Il dato sulla contrazione dei consumi negli Stati Uniti provoca una flessione marcata degli indici nel corso della seduta di mercoledì 29 agosto. Il Nikkei lascia sul terreno l’1,7%, scivolando a 16.012,83, seguito dal Topix a 1.557,55 (-1,71%). Nintendo, titolo scambiato sulla piazza di Osaka, perde il 3,7%, dovendo fronteggiare la prospettiva di una significativa contrazione della domanda.

Nella stessa giornata, a seguito della decisione di Merrill Linch di ridurre il rating di tre importanti istituti finanziari (Citigroup, Lehman Brothers e Bear Stear) rinnovati timori di inasprimento della crisi creditizia pesano sui titoli, già fortemente depressi, del comparto bancario e finanziario giapponese: Mitsubishi UFJ perde lo 0,9%, Sumitomo Mitsui Financial Group l’1,3%, Nomura Holdings l’1,6%.

Il recupero riprende a ritmi sostenuti per le due sedute successive, caratterizzate dal deprezzamento dello yen e da un’inatteso aumento del prezzo del greggio, che favorisce i rialzi di Nippon Oil Corp. (+4,3%) e Mitsubishi Corp (+3,7%). All’ondata di ottimismo che coinvolge i principali settori economici si oppone un dato fortemente negativo sulle vendite al dettaglio nel mese di luglio, diminuite, in modo inatteso, di oltre il 2,2%. Fast Retailing, fra i titoli più colpiti, perde nel corso della seduta oltre 3 punti percentuali.

Ciò non impedisce che l’ulteriore aumento del tasso dollaro/yen (a 116,22) e la conseguente ripresa delle operazioni di carry trade siano un volano per la crescita degli indici anche per l’ultima seduta della settimana. Il Nikkei chiude infatti a 16.569,09 (+2,6%), e il Topix a 1.608,25, in controtendenza rispetto alla stessa NYSE, dove nel corso della seduta di giovedì avevano perduto terreno sia l’S&P 500 (-0,22%) sia il Dow Jones (-0,16%). L’ottimismo degli investitori è legato soprattutto alla notizia del prossimo intervento dell’amministrazione USA che, qualche ora dopo la chiusura delle contrattazioni a Tokyo, annuncerà ufficialmente un pacchetto di misure a sostegno dei cittadini incapaci di far fronte al pagamento delle rate del proprio mutuo. Ne beneficiano soprattutto, in diversi settori, le maggiori aziende esportatrici: Fujitsu guadagna il 6,3%, Sony il 5,5%, Toyota Motor e Canon, rispettivamente, il 3,7% e il 3,3%.

All’ondata di rialzi partecipano naturalmente anche i titoli del comparto finanziario che registrano, tuttavia, aumenti più contenuti, per l’incertezza provocata dal susseguirsi di notizie contrastanti provenienti dall’altra sponda del Pacifico, riguardo alla dimensione dei crediti inesigibili e alla solidità dei maggiori intermediari americani. Dopo diverse ore in cui avevano prevalso le vendite, il titolo di Mizuho chiude a +2,7%, quello di Mitsubishi UFJ a +1,18%.

Nella giornata di lunedì, un dato piuttosto negativo sugli investimenti industriali nel secondo trimestre dell’anno determina la flessione del Nikkei, a 16.524,93 (-0,26%), e del Topix, fermo a 1.605,44 punti (-0,2%). Ancora una volta risulta particolarmente penalizzato il settore creditizio, che subisce le perdite maggiori: Resona cede il 3,6% (e torna oggi a perdere 3,4 punti percentuali), Shinsei Bank il 3,1% (oggi il 2,67%), Chiba Bank l’1,4% (fermandosi oggi a -0,33%). Un po’ meno ingenti le perdite dei tre maggiori gruppi bancari, che subiscono comunque una nuova battuta d’arresto: Mitsubishi UFJ: -0,9%; Mizuho Financial: -0,8%; Sumitomo Mitsui: -0,9%.

Con Wall Street chiusa per il Labor Day, il volume di scambio sulla piazza di Tokyo si attesta sia ieri, sia oggi attorno ai 2000 miliardi di yen — esiguo rispetto alla media del mercato — a riprova della generale diffidenza degli investitori che, in un clima dominato dall’incertezza, si trovano a dover fare i conti con i rischi di instabilità economica a livello internazionale e con sempre più frequenti segnali di rallentamento dell’economia interna.

Continuando a scontare il dato sugli investimenti diffuso ieri, perdono oggi, comparativamente, qualcosa in più le imprese che dipendono dalla domanda interna. Fra le società impegnate sul mercato immobiliare Mitsui Fudosan cede il 2,68%, Sumitomo Reality l’1,86%, Mitsubishi Estate lo 0,99%. La debolezza dei consumi continua a pesare sul titolo Fast Retailing, che lascia sul terreno il 3,57%. Infine, come si è accennato, prosegue in linea con quanto è accaduto ieri la flessione dei titoli bancari: fra i peggiori, oggi, Sumitomo Mitsui, che perde il 2,43%.

Marco Zinna